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News

28/08/2014
INAIL - NUOVA CERTIFICAZIONE MEDICA DI MALATTIA PROFESSIONALE

Gentili Colleghe e Cari Colleghi,
la sede INAIL di C/mare di Stabia ha inviato, in data odierna, la nuova Certificazione Medica di Malattia Professionale (Mod. 5 SS bis), che dal primo settembre 2014 sostituisce quella attualmente in uso. L’Istituto, nel comunicare l’imminente distribuzione dei nuovi moduli presso le sedi Inail, chiede di divulgare tale informativa.
Buon lavoro.
Cordialità.

Ad maiora

Il Presidente
Edmondo Duraccio

Per visionare la nota INAIL del 28/08/2014

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Per visionare il Mod. 5 SS bis

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27/08/2014
RUBRICA “NOTIZIE DALL’ORDINE” - N.42/2014 - IL 25 AGOSTO SCORSO RIPRESE LE ATTIVITA’ ISTITUZIONALI. CI ATTENDE, IN MATERIA, DI LAVORO, UN AUTUNNO DI RIFORME

Gentili Colleghe e Cari Colleghi,
un ben ritrovato a tutti Voi. Gli Uffici del CPO di Napoli hanno ripreso l’attività istituzionale il 25 Agosto scorso dopo una pausa estiva di due settimane. Ci attende un autunno di riforme in materia di lavoro. Tutti i dettagli nell’allegato N. 42/2014 della ns. Rubrica “Notizie dall’Ordine”.
Buon lavoro.

Cordialità

Ad maiora

Il Presidente
Edmondo Duraccio

Per visionare il N. 42/2014 di “Notizie dall’Ordine”
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08/08/2014
EDITORIALE DEL PRESIDENTE - BUONE FERIE

Gentili Colleghe e Cari Colleghi,
tra poche ore i ns. Uffici di Segreteria chiuderanno, per ferie collettive, fino a tutto il 24 Agosto prossimo. Anche parecchi di voi si accingeranno a godere di un meritato periodo di riposo dopo tanto stress accumulato. Nell’Editoriale allegato le nostre riflessioni e tanti, tantissimi auguri di un meritato riposo.
Buone Ferie

Cordialità
Ad maiora
Il Presidente
Edmondo Duraccio

Per visionare l’EDITORIALE di Agosto 2014

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08/08/2014
PROCEDURA DI AUTORIZZAZIONE “LAVORO ESTERO” E COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE - NOTA DEL MINISTERO DEL LAVORO PROT. 10039 DEL 5 AGOSTO 2014

Gentili Colleghe e Cari Colleghi,
a seguito di interpello del CNO e conseguenziale risposta ministeriale n. 13/2014, lo stesso Ministero del Lavoro con l’allegata Nota Prot. 10039 del 5 Agosto u.s. fornisce ulteriori precisazioni circa gli indirizzi operativi finalizzati ad un più efficace utilizzo della procedura “Lavoro Estero” per il rilascio telematico dell’autorizzazione per lo svolgimento di lavoro all’estero e delle necessarie interrelazioni con il sistema delle comunicazioni obbligatorie che vi preghiamo di approfondire.
Buon lavoro
Cordialità

Ad maiora

Il Presidente
Edmondo Duraccio

Per visionare la Nota Prot. 10039 del 5 Agosto 2014

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07/08/2014
RUBRICA “LA GIURISPRUDENZA: UNA SENTENZA AL MESE” - N. 07/2014 - MALATTIA E LAVORO PRESSO TERZI

Gentili Colleghe e Cari Colleghi,
capita (anche di frequente) che un lavoratore durante un periodo di malattia se ne vada, disinvoltamente, a lavorare presso terzi (magari concorrente del proprio datore di lavoro). Cosa succede? La Cassazione ha esaminato, con pronuncia N. 15365, un caso del genere. Vedete cosa ha statuito come “principio” anche se “l’occupazione” presso il “terzo” concorrente abbia avuto una durata minima. Come viene considerata quella malattia? Buon approfondimento.
Buon lavoro

Cordialità

Ad maiora

Il Presidente
Edmondo Duraccio

Per visionare il n. 7/2014 della Rubrica “Giurisprudenza: Una sentenza al mese”

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07/08/2014
PROBLEMI DELL’OCCUPAZIONE. LA PRESIDENTE MARINA CALDERONE NELLA TRASMISSIONE DI RAI 1 “UNO MATTINA” DEL 6 AGOSTO 2014

Gentili Colleghe e Cari Colleghi,
la Presidente del CNO, Marina Calderone, è intervenuta ieri, 6 Agosto, nella trasmissione di RAI 1 “UNO MATTINA” parlando di disoccupazione ed occupazione fornendo, attraverso il ruolo e la funzione del Consulente del Lavoro, l’immagine di una Categoria calata nel sociale ed unico riferimento, attesa la crisi di rappresentatività di Associazioni datorili e Sindacati, delle PMI e lavoratori. Buona visione.
Buon lavoro
Cordialità

Ad maiora

Il Presidente
Edmondo Duraccio

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06/08/2014
RUBRICA “NOTIZIE DALL’ORDINE” - N. 41/2014 - DOPO LA CHIUSURA ESTIVA DELL’ORDINE SI RIPARTE CON LA F.C.O.

Gentili Colleghe e Cari Colleghi,
dopo la pausa per le fatidiche ferie estive si riparte con la F.C.O., in programma un convegno a Nola il 18 Settembre e poi il Master di Diritto del Lavoro tra Ottobre e Novembre. Nell’ambito della formazione a domicilio saremo presenti a Capri, Ischia, S.Agnello e Gragnano
Un piccolo riassunto di quanto si è fatto e di quanto è in programma nel N. 41/2014 della nostra Rubrica “Notizie dall’Ordine”.
Buon lavoro.
Cordialità.

Ad maiora

Il Presidente
Edmondo Duraccio

Per visionare il N. 41/2014 della Rubrica ”Notizie dall’Ordine” clicca qui

06/08/2014
EMANATO IL 1 AGOSTO 2014 IL DECRETO INTERMINISTERIALE SUGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA

Gentili Colleghe e Cari Colleghi,
il 1 Agosto scorso è stato firmato dal Ministro del Lavoro, Poletti, e da quello dell’Economia, Padoan, l’allegato Decreto Interministeriale sugli ammortizzatori sociali in deroga che vi preghiamo di approfondire. Lo stesso sarà oggetto delle ns. Rubriche, a decorrere dal 1 Settembre, e dei prossimi eventi formativi.
Buon lavoro

Cordialità

Ad maiora
Il Presidente
Edmondo Duraccio

Per visionare il DD.II. del 1 Agosto 2014

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05/08/2014
IL MINISTERO DEL LAVORO INTERVIENE SUL D.L. 34/2014 CONV. IN LEGGE 78/2014 - CIRCOLARE N. 18 DEL 30 LUGLIO 2014

Gentili Colleghe e Cari Colleghi,
il Ministero del Lavoro è intervenuto, finalmente, con l’allegata Circolare N. 18 del 30 Luglio 2014, a fornire chiarimenti sulle disposizioni contenute nel D.L. n. 34/2014 convertito, con modificazioni, in legge n. 78/2014 relative alla Riforma del Tempo Determinato, Somministrazione ed Apprendistato. La offriamo alle vs. riflessioni atteso che a Settembre la materia sarà oggetto delle ns. Rubriche e Convegni.
Buon lavoro
Cordialità
Ad maiora

Il Presidente
Edmondo Duraccio

Per visionare la Circolare del Ministero del Lavoro N. 18/2014

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05/08/2014
RUBRICA “NOTIZIE DALL’ORDINE” - N. 40/2014 - CONSULENTI DEL LAVORO E ASTENSIONI COLLETTIVE DALLE ATTIVITÀ - CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE - G.U. N. 168 DEL 22 LUGLIO 2014.

Gentili Colleghe e Cari Colleghi,
come annunciato dal Presidente del Consiglio Nazionale, Marina Calderone, è stato approvato il codice di autoregolamentazione dello sciopero dei Consulenti del lavoro a seguito del parere favorevole della Commissione di garanzia. Tale regolamentazione disciplina le modalita' dell'astensione collettiva, la proclamazione e la durata. L'astensione puo' riguardare tutte le attivita' obbligatorie dei Consulenti del Lavoro, salvo le prestazioni indispensabili riguardanti la presentazione delle dichiarazioni annuali riferite alla gestione dei rapporto di lavoro, la presentazione denunce contributive mensili, la compilazione del libro unico del lavoro mensile, le comunicazioni di assunzione al Centro per l'impiego dei lavoratori.
Tutti i dettagli nel N. 40/2014 della nostra Rubrica “Notizie dall’Ordine”.
Buon lavoro.
Cordialità.

Ad maiora

Il Presidente
Edmondo Duraccio

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04/08/2014
RUBRICA “ENPACLINFORMA” - N.11/2014 - SINTESI DELL’ASSEMBLEA DEI DELEGATI SVOLTASI LO SCORSO 24 LUGLIO.

Gentili Colleghe e Cari Colleghi,
il n. 11/2014 della Rubrica “ENPACLINFORMA”, redatto dai Delegati all’Assemblea dell’Ente della Provincia di Napoli e qui allegato, è dedicato alla seduta assembleare svoltasi lo scorso 24 Luglio presso il Conference Center dell’Aran Hotel in Via Andrea Mantegna in Roma. Molti gli interrogativi oggetto dell’Assemblea che vi preghiamo di approfondire.
Buon lavoro.

Cordialità.

Ad maiora

Il Presidente
Edmondo Duraccio

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04/08/2014
CIRCOLARE MINISTERO DELL'INTERNO - PROT. N. 4806 DEL 31.07.2014

Gentili Colleghe e cari Colleghi,
rimettiamo alla Vs. cortese attenzione ed approfondimento l'allegata Circolare del Ministero dell'Interno del 31.07.2014 trasmessa al CNO, avente per oggetto il D.P.R. 14 settembre 2011, n. 179 recante il regolamento che fissa i criteri e le modalità per la sottoscrizione dell'accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato.
Ad maiora.

Il Presidente

Edmondo Duraccio

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Fond. Cons. per il Lavoro

INPS

INAIL

Agenzia delle Entrate

A.N.C.L.

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Regolamento Praticanti

Documento PDF »Elenco dei titoli di studio validi per l'iscrizione al praticantato
  »Note Esplicative del Libretto
Documento PDF »Scarica il Regolamento
   

PREMESSA

Il periodo biennale di pratica professionale è definito come “l’Istituto in forza del quale  i liberi professionisti riconosciuti dalla norma, ammettono il praticante a frequentare il proprio studio ai fini dell’acquisizione delle nozioni inerenti la propria specializzazione  e idonei a sostenere l’esame di Stato abilitante”.
La legge 11.01.1979 n. 12, pubblicata in G.U. del 20 gennaio 1979 n. 12 , stabilisce che per sostenere l’esame di stato per l’esercizio della professione di Consulente del lavoro, occorre aver compiuto un periodo di almeno due anni di tirocinio presso lo studio di un Consulente del Lavoro iscritto all’Albo.
La stessa legge rimanda la definizione delle modalità di svolgimento del tirocinio ad un decreto del  Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
L’ultimo Decreto Ministeriale, emanato in tal senso, è  quello del 2 dicembre 1997, pubblicato sulla Gazzetta  Ufficiale 10 dicembre 1997 n. 287, il quale dispone le modalità per l’instaurazione, lo svolgimento e la cessazione del rapporto di praticantato.
Successivamente il Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli ha deliberato, in data 3/3/1998, l’approvazione di un regolamento integrativo e interpretativo delle norme di cui all’art. 3 della Legge 11/1/1979 n. 12 e del D.M. sopra citato, disponendo quanto segue:
  

REGOLAMENTO SUL PRATICANTATO
PER L’ESAME DI STATO
AI FINI DELL’ABILITAZIONE ALL’ESERCIZIO DELLA
PROFESSIONE DI CONSULENTE DEL LAVORO

 

Il Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli ha deliberato, in data 3/3/1998, l’approvazione del seguente regolamento integrativo e interpretativo delle norme di cui all’art. 3 della legge 11/1/1979 n° 12 e del D.M. 2 dicembre 1997 ai fini dell’instaurazione, dello svolgimento e della cessazione del rapporto di praticantato per i fini previsti dall’art. 6 del citato D.M. 2/12/1997.

ARTICOLO 1
NOZIONI E FINALITA’ DEL PRATICANTATO

  • Il praticantato è un rapporto giuridico in forza del quale i liberi professionisti   di cui all’art. 1 della legge 12/79 si obbligano ad ammettere il praticante a frequentare il proprio studio per conseguire  la capacità tecnico professionale necessaria  per l’effettuazione di tutti gli adempimenti previsti da norme vigenti, in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale per l’amministrazione del personale dipendente ed ogni altra  funzione affine, connessa e conseguente.
  • Ferma restante la finalità e la gratuità di cui al comma precedente, non è esclusa la possibilità di instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato part-time o di collaborazioni coordinate e continuative nelle ore eccedenti quelle minime previste dall’art. 5, comma 1 del DM 2/12/97. A tal proposito le parti, all’atto dell’instaurazione del rapporto di cui al successivo articolo 4 del presente regolamento, dovranno dichiarare preventivamente la durata settimanale della frequenza dello studio.
  • Per il  raggiungimento delle finalità di cui al 1 comma, il Consulente del Lavoro e gli altri professionisti di cui all’art. 1 della legge 12/79, debbono svolgere effettivamente l’attività professionale, in favore di almeno un cliente  ed aver adempiuto all’obbligo previsto dall’art. 35 del D.P.R. 26.10.1972 n° 633,  con codice di attribuzione  riconducibile ad una delle attività professionali di cui  all’art. 1 della legge  11.1.79 n. 12 , non essendo ipotizzabile  un praticantato puramente teorico.

 

ARTICOLO 2
OBBLIGO DELLE PARTI

  • Durante il periodo di praticantato il professionista deve mettere il praticante in condizioni di poter effettuare, anche dal punto di vista esecutivo, gli adempimenti  e le funzioni, oggetto dell’attività professionale, controllandone l’operato, anche a mezzo dei propri dipendenti, dando le opportune  indicazioni per il corretto esperimento delle formalità di volta in volta necessarie.
  • Dal canto suo, per le finalità di cui sopra, il praticante deve porsi assiduamente e diligentemente  a disposizione del professionista.
  • E’ vincolato al segreto professionale   previsto dall’art. 6 della legge 12/79 ed è tenuto all’osservanza, in quanto compatibili, delle norme di etica professionale dei Consulenti del Lavoro.
  • Il praticante non potrà svolgere la pratica presso il professionista che non abbia più di due praticanti.
  • Nel caso di associazione professionale, ciascun componente potrà ammettere al massimo due praticanti alla frequenza dello studio.

 

ARTICOLO 3
REQUISITI PER IL TIROCINIO

Sono ammessi  alla pratica coloro che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e siano in possesso, oltre che dei requisiti di cui all’art. 4 del presente regolamento, di uno dei titoli di studio validi per l’ammissione all’esame di Stato,determinati dall’ultimo decreto interministeriale di cui all’art. 3 ultimo comma della legge 12/79.

 

ARTICOLO 4
ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEI PRATICANTI

La domanda  d’iscrizione (all. n° 2), diretta al Consiglio Provinciale di Napoli, deve essere redatta in carta legale e deve contenere:

  • le generalità complete del praticante, indicazione della residenza, del codice fiscale e del titolo di studio;
  • la dichiarazione d’insussistenza delle incompatibilità  di cui all’art. 4    legge 11.1.79  n. 12 e all’art. 5 del presente regolamento e di durata settimanale di frequenza nello studio con un minimo di 4 ore medie giornaliere e di ore 24 minime settimanali;
  • la dichiarazione di aver preso visione delle norme di cui al presente regolamento e d’impegnarsi ad osservarle  quali condizioni indispensabili e inderogabili per ottenere il certificato di compiuta pratica;
  • l’elencazione completa dei documenti.

Alla domanda devono essere allegati i seguenti documenti:

  • Certificato di nascita in carta semplice;
  • Certificato di residenza in bollo;
  • Certificato di  cittadinanza di un Stato membro UE o di uno Stato               estero a condizione di reciprocità;
  • Certificato di carichi pendenti rilasciati dalle competenti Procure della Repubblica presso il Tribunale e presso la Pretura,  in bollo;
  • Certificato generale del casellario giudiziale in  bollo;
  • Titolo di studio in carta semplice o copia autenticata dello stesso;
  • n° 2 foto formato tessera   (e in visione documento di riconoscimento) ;
  • Fotocopia del codice fiscale;
  • Ricevuta del contributo una-tantum per iscrizione nel Registro dei Praticanti di € 51,65 sul c.c.p. n° 18340802 intestato al Consiglio Provinciale dei Consulenti del Lavoro di Napoli;
  • Ricevuta attestante il versamento del contributo d’iscrizione nel registro dei praticanti di € 206,58 sul c.c.p. n° 18340802 intestato al Consiglio Provinciale dei Consulenti del Lavoro di Napoli;
  • Certificato in bollo del professionista (all. n° 3) contenente:
  • dichiarazione di essere iscritto da almeno due anni all’Ordine, se trattasi di Consulenti  del Lavoro, oppure che abbia effettuato la comunicazione  ai sensi del primo comma dell’art. 1 legge 12/79 da almeno tre anni, se trattasi di professionista di cui al citato art. 1 legge 12/79;
  • dichiarazione di aver adempiuto all’obbligo di cui all’art. 35 DPR 26.10.972 n° 633 e lo svolgimento dell’attività  professionale  art. 2 legge 12/79, in favore di almeno un cliente;
  • l’attestazione dell’ammissione nello studio per gli effetti della pratica, con l’indicazione dello status di primo o secondo praticante;
  • Certificato della Direzione Provinciale del Lavoro - Servizio Ispezioni del lavoro attestante l’avvenuta comunicazione  di cui all’art. 1 della legge 12/79, del professionista non Consulente del Lavoro da almeno 3 anni;
  • Certificato in bollo rilasciato dall’Ordine o Collegio di appartenenza degli altri professionisti di cui all’art. 1 della legge 12/79;
  • Certificato in bollo rilasciato dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro della provincia di appartenenza per Consulenti non iscritti all’Ordine di  Napoli, attestante l’anzianità d’iscrizione ai sensi del comma 2 dell’art.1 del D.M. del 2/12/1997;
  • Fotocopia del certificato di attribuzione del numero di partita IVA del professionista;

 (I certificati di cui ai punti 1-2-3-4-5 possono essere autocertificati c/o gli    uffici di Segreteria)

ARTICOLO 5
INCOMPATIBILITA’

L’ammissione alla pratica professionale non è consentita, in permanenza  del rapporto di lavoro, agli impiegati dello Stato, delle Regioni, delle Province,  dei Comuni  e degli altri Enti pubblici, ai dipendenti degli Istituti  di Patronato o delle Associazioni Sindacali dei Lavoratori, agli Esattori di tributi, ai Notai, ai Giornalisti professionisti e a chi svolge praticantato per altre attività professionali salvo deroghe previste dalle vigenti normative.

 

ARTICOLO 6
DURATA DEL PRATICANTATO

    Ai  sensi del combinato disposto dell’art. 3, 2° comma, lettera e) della legge 11.1.1979 n° 12 e del 1° comma dell’art. 5 del D.M. del  2/12/1997, per il praticantato è prevista la durata minima di almeno due anni di effettiva pratica  con frequenza minima di 4 ore medie giornaliere.
E’ consentito al praticante, su sua richiesta, di mantenere l’iscrizione nel registro praticanti per un ulteriore periodo massimo di due anni dal rilascio del certificato di compiuta pratica.
In tal caso non viene meno l’obbligo del versamento del contributo d’iscrizione  previsto dal punto 9 dell’art. 4 del  presente regolamento.
Il Consiglio Provinciale provvede alla delibera di iscrizione nel registro dei  praticanti entro 60 giorni dalla presentazione della domanda.
L’iscrizione decorre dalla data della presentazione della domanda.
Il mancato accoglimento deve essere motivato.
La segreteria del Consiglio Provinciale provvede entro 10 giorni a dare comunicazione della deliberazione adottata all’interessato ed al professionista, a mezzo di  lettera raccomandata.
Se il praticante svolge il tirocinio presso lo studio di un professionista residente in un’altra provincia, la deliberazione deve essere notificata  negli stessi termini anche al Consiglio Provinciale di detta Provincia.

 

ARTICOLO 7
MODALITA’ E SVOLGIMENTO DEL PRATICANTATO

  • All’atto dell’iscrizione nel registro dei praticanti  il Consiglio Provinciale consegna al tirocinante  un libretto sul quale il medesimo annota le nozioni acquisite, le attività professionali alle quali abbia assistito o partecipato  e le principali pratiche trattate sotto la direzione del professionista, prive di indicazioni  che ledano la riservatezza e il segreto professionale.
  • Al compimento  di ogni anno di pratica, il praticante deve presentare, entro 30 giorni, al Consiglio Provinciale :

1) un certificato del professionista (in bollo da € 14,62) attestante la frequenza dello studio con l’indicazione della durata settimanale e dell’esistenza o meno di un rapporto di lavoro subordinato o collaborazioni coordinate e continue nelle ore eccedenti quelle minime.
2) una relazione dettagliata  (in bollo da € 14,62) sull’attività svolta in riferimento alle materie di diritto del lavoro, legislazione sociale, diritto tributario, controfirmata dal professionista contenente l’indicazione della durata settimanale di frequenza nello studio e dell’esistenza o meno di un rapporto di lavoro subordinato o collaborazioni coordinate e continue nelle ore eccedenti quelle minime.
3) ricevuta di € 206,58 sul  c.c.p.  n. 18340802 per contributo annuale nel registro dei praticanti.
4) il libretto di cui al punto 1  del presente articolo, convalidato dal professionista.
5) nel caso di decesso del professionista presso il quale veniva espletata la pratica, l’attestazione di  cui al punto 1)  è sostituita dal certificato di morte. La  relazione  di cui al punto 2) conterrà, invece, la firma del praticante e quella del Presidente del Consiglio Provinciale attestante la veridicità del contenuto della relazione medesima. Resta fermo, in ogni caso, il termine di 30 giorni in caso di passaggio da uno studio all’altro.

 

ARTICOLO 8
TRASFERIMENTO DI RESIDENZA DEL PRATICANTE

In caso di trasferimento di residenza  il praticante, per non perdere l’anzianità maturata, deve presentare, a pena di decadenza, domanda di iscrizione  nel registro dei
praticanti della provincia  in cui si è trasferito, entro 30 giorni dal trasferimento.
La domanda  va presentata al Consiglio  provinciale territorialmente  competente corredata dai documenti n° 2 e 6  dell’art. 4 del presente regolamento, dal libretto di pratica e dalla certificazione del Consiglio provinciale di provenienza, attestante lo stato della pratica .
Il Consiglio provinciale   di  provenienza  dovrà trasferire  al Consiglio provinciale di nuova residenza del praticante , contemporaneamente  al rilascio della certificazione di cui al  comma  precedente i documenti di cui è in   possesso e previsti  ai  nn. 1- 3 - 4 - 5 e 14  dell’art. 4 del presente regolamento.
Al nuovo Consiglio provinciale dovrà essere corrisposto per intero il contributo d’iscrizione indicato al n. 9  dell’art. 4 del   presente regolamento. Il praticante viene iscritto con l’anzianità già maturata e la deliberazione del Consiglio provinciale  è assunta e comunicata nei termini e con le modalità previste  dall’art. 6 del presente regolamento.

 

ARTICOLO 9
TRASFERIMENTO DEL PRATICANTE
PRESSO UN ALTRO STUDIO

Il praticante che passi ad uno studio professionale diverso da quello presso il quale era stato iscritto deve inoltrare comunicazione al Consiglio provinciale entro 30 gg. dalla data del trasferimento, allegando:

  • attestazione di cessazione del vecchio professionista;
  • attestazione di ammissione del nuovo professionista redatto secondo le modalità di cui al punto 10 dell’art. 4 del presente regolamento;
  • fotocopia del certificato di attribuzione del numero di Partita IVA del professionista;
  • eventuali certificati del nuovo professionista di cui ai punti 11 e 12 dell’art. 4 del presente regolamento;
  • libretto della pratica convalidato dal professionista;
  • relazione sull’attività svolta controfirmata dal professionista.

In caso di mancata certificazione da parte del professionista presso il quale è effettuata la pratica,  il Consiglio provinciale potrà accertare l’effettivo e lodevole svolgimento e rilasciare la relativa attestazione.

 

ARTICOLO 10

  • PROVVEDIMENTI  DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
  •  
  •  Il Consiglio provinciale dei Consulenti del lavoro vigila sull’effettivo e lodevole svolgimento della pratica.
  •  Nell’ipotesi di negative valutazioni della relazione di cui al punto 2 dell’art. 7, il Consiglio provinciale dovrà convocare  in udienza il praticante  per ulteriori   verifiche sulle modalità di svolgimento della pratica prima di adottare qualsiasi decisione in merito.
  •  In caso di  comprovate dichiarazioni  mendaci, rese al fine di convalidare periodi di pratica non effettivamente svolti, il Consiglio provinciale, sentite le parti, provvede alla cancellazione  dal registro dei praticanti ed avvia il formale procedimento disciplinare nei confronti dell’iscritto all’Albo.  Se la dichiarazione mendace proviene da un professionista diverso di cui all’art. 1 della legge 12/79, il Consiglio provinciale provvede alla segnalazione all’omologo Consiglio dell’ordine competente chiedendo l’apertura del procedimento  disciplinare e la comunicazione dell’eventuale provvedimento adottato nei confronti di tale soggetto.
  •  Il termine di 30  giorni  per la presentazione del libretto convalidato, del certificato e della relazione ha  carattere  perentorio in caso di passaggio  da uno studio ad un altro. In  tutti gli altri casi il Consiglio Provinciale può diffidare  ad adempiere entro un termine perentorio di ulteriori 60 giorni  dopo di che il  periodo di  pratica trascorso verrà considerato nullo con conseguente cancellazione dal registro dei praticanti.
  •  Lo svolgimento della pratica può essere sospeso per servizio militare, per gravidanza e puerperio  e per  motivi  di salute  che  comportino impedimento alla frequenza per un periodo superiore ai tre mesi  e fino ad  un massimo di dodici  mesi. In tali casi  è obbligo del praticante e del professionista  di comunicare, conseguentemente, entro 30 giorni, al Consiglio provinciale  la sospensione della pratica ed annotarla  nel  libretto di frequenza. Ai fini della durata della pratica sono cumulabili i periodi effettuati prima e dopo la sospensione e sempre che la stessa  non abbia una durata eccedente quella massima dei 12 mesi. Tale condizione si considera assolta  ove il praticante riprenda la frequenza entro i 30 giorni  dal periodo di massima sospensione e ne venga data immediata comunicazione al Consiglio provinciale.

      La morosità per oltre 30  giorni dalla scadenza della tassa annuale di iscrizione di cui al punto 9 dell’art. 4  comporta l’inefficacia  del periodo  di pratica  trascorso e la cancellazione dal registro dei praticanti.

 

ARTICOLO 11
RILASCIO DEL CERTIFICATO DI COMPIUTA PRATICA

  •  Il certificato di compiuta pratica verrà rilasciato entro 30 giorni dalla richiesta.
  •  La richiesta  va prodotta in carta semplice .
  •  Per il rilascio del certificato di cui sopra il praticante sarà tenuto al versamento dei     diritti di segreteria in vigore all’atto della richiesta.

 

ARTICOLO 12
CANCELLAZIONE  DAL REGISTRO DEI PRATICANTI

Il Consiglio provinciale delibera la  cancellazione dal registro dei  praticanti  nei seguenti casi:

  • rinuncia all’iscrizione;
  • eventi che abbiano impedito l’effettivo svolgimento della pratica  o di durata superiore a quelli previsti dal 5° comma dell’art. 10 del presente regolamento;
  • sopravvenuta incompatibilità;
  • inosservanza dell’obbligo di residenza, ovvero irreperibilità del praticante;
  • condanna per delitto contro la pubblica Amministrazione, contro l’amministrazione della giustizia, contro la fede pubblica, contro l’economia pubblica, contro l’industria e il commercio, contro il patrimonio, oppure per ogni altro delitto non colposo, per la quale la legge commini la pena della reclusione non  inferiore nel minimo a due anni o nel massimo a cinque anni;
  • interdizione dai pubblici uffici, perpetua o di  durata superiore ai tre anni, o l’interdizione dall’esercizio della professione per uguale durata;
  • ricovero in un  manicomio giudiziario nei casi indicati dall’art. 222, comma secondo, del codice penale od assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro;
  • perdita dell’esercizio dei diritti civili
  • mancato versamento della quota di iscrizione
  • accertamento da parte del Consiglio Provinciale di inesistenza del rapporto
  • per superamento periodo di praticantato; comunicazione entro 10 giorni.
  • La delibera di cancellazione del Consiglio provinciale deve essere portata a conoscenza del praticante e del professionista entro 30 giorni con lettera raccomandata.

 

ARTICOLO 13
RICORSI

Avverso l’operato  del Consiglio provinciale gli interessati possono proporre ricorso al Consiglio Nazionale  competente ai sensi dell’art. 23 lettera d) della legge 12/79 ed in conformità alle disposizioni dell’apposito regolamento approvato dal Consiglio Nazionale stesso.
A pena di decadenza i ricorsi debbono essere presentati entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento impugnato o dalla scadenza del termine di  60 giorni, trascorsi senza che il Consiglio provinciale abbia comunicato le proprie decisioni in ordine alle domande proposte .

 

ARTICOLO 14
SVOLGIMENTO  DELL’ESAME DI ABILITAZIONE

L’esame ha carattere tecnico-pratico ed è scritto e orale.
Le prove scritte sono due e consistono nello svolgimento di un tema sul Diritto del Lavoro e sulla Legislazione Sociale e di una prova teorico-pratica sul Diritto Tributario.
La prova orale verte sulle seguenti materie e gruppi di materie:

  • diritto del lavoro;
  • legislazione sociale; 
  • diritto tributario; 
  • elementi di diritto privato, pubblico e penale; 
  • nozioni  generali sulla ragioneria, con particolare riguardo alla rilevazione del costo del lavoro e alla formazione del bilancio.

 

ARTICOLO 15
DECORRENZA

Il presente regolamento avrà decorrenza dal 10 marzo 1998.

 

 

NOTE ESPLICATIVE

 

 

  • Modalità di svolgimento del Praticantato

Per quanto riguarda le modalità di svolgimento del praticantato esso deve essere svolto con assiduità, diligenza e riservatezza, presso lo studio e sotto il controllo del professionista e comporta la collaborazione allo svolgimento delle attività proprie della professione.
Per quanto concerne il concetto di assiduità, si specifica che vanno esclusi, in ogni caso, i praticantati svolti contemporaneamente a lavori subordinati che non consentano di frequentare assiduamente lo Studio del professionista per un minimo di 4/5 ore giornaliere o 24 settimanali.
Il praticantato deve essere svolto sotto il controllo del Consulente del lavoro, il quale deve limitarsi ad ammettere presso il proprio studio un numero di praticanti in relazione alla propria struttura e alla propria disponibilità di tempo. Il numero massimo di praticanti non può comunque superare le due unità.

  • Il periodo di praticantato

 

Il periodo di praticantato è disciplinato dall’art. 6 del regolamento e decorre dalla data di presentazione della domanda, atteso che il Consiglio Provinciale provveda alla delibera di iscrizione, nel registro dei praticanti, entro 60 giorni dalla presentazione della domanda.
E’ consentito al praticante, su sua richiesta, di mantenere l’iscrizione nell’apposito registro per un ulteriore periodo massimo di due anni dal rilascio del certificato di compiuta pratica.

 

  • I doveri del professionista (Dominus)

 

La preminente funzione del  dominus è, ovviamente, quella dell’insegnamento. In proposito, si deve osservare che, per quanto questi possa essere oberato di lavoro e di impegni, non può esimersi dal curare tale aspetto del momento formativo, in quanto, attraverso l’insegnamento, si realizza uno scambio di esperienze, utili affinché la pratica professionale non si riduca ad una mera presenza in studio e venga, così, svuotata di ogni valore.
Il Consulente del Lavoro, quando accetta di ospitare un praticante assume il preciso impegno di preparare il giovane alla professione. Tale funzione di insegnamento comprende, altresì, l’apprendimento da parte del praticante, dei principi di deontologia professionale.
Non meno importante è la funzione del Dominus di controllare l’effettivo svolgimento della pratica. Il praticantato, in concreto, implica il coinvolgimento in misura graduale ma costante del giovane, nelle più diverse problematiche trattate dallo studio, pur tenendo conto delle capacità e attitudini del praticante e dei motivi di riservatezza, consentendo l’apprendimento dell’etica, oltreché della tecnica e della pratica professionale riferita ai campi di attività dello studio anche, in quanto possibile, ammettendolo come auditore nella trattazione delle pratiche con il clienti ed i terzi.
Compete, oltremodo, al Dominus vigilare sull’impegno assiduo del praticante, tale funzione si riallaccia ad una fondamentale regola – contemplata al punto 31 del codice deontologico - emanato dal Consiglio nazionale nella seduta del 30/31 marzo 2000. 
Pertanto l’opera svolta nello studio dal praticante dovrà, quindi, essere funzionale all’apprendimento della tecnica professionale e delle singole materie che formano l’oggetto della professione di Consulente del lavoro. La pratica dovrà così essere affiancata da momenti di studio, approfondimento didattico e dalla partecipazione a convegni o seminari di perfezionamento   

  • I doveri del Praticante

 

Il praticante deve frequentare lo studio del Consulente assiduamente e svolgere la pratica con impegno, diligenza e con l’obbligo della riservatezza.
Egli deve provvedere ad annotare sul libretto le nozioni acquisite, le attività professionali alle quali abbia partecipato o assistito e le principali pratiche trattate sotto la direzione del professionista.
Lo stesso deve provvedere, al termine di ogni anno, a depositare presso la segreteria del Consiglio Provinciale il libretto della pratica accompagnato da una relazione, controfirmata dal professionista, nella quale devono essere illustrate le attività indicate in detto libretto e le problematiche affrontate. 

 

 

  • Vigilanza sul praticantato

 

La titolarità dell’azione di vigilanza è detenuta dal Consiglio Provinciale dell’Ordine il quale ha demandato l’esecuzione dei compiti operativi e meramente esecutivi alla Commissione Vigilanza Praticanti.

Il Consiglio Provinciale dell’Ordine di Napoli ha deliberato che la vigilanza sul lodevole svolgimento della pratica venga attuata attraverso la disamina sia di una relazione annuale sia del libretto della pratica entrambi da depositare a cura del praticante, entro 30 giorni dalla scadenza di ogni anno di pratica, alla segreteria del Consiglio Provinciale.
In caso di mancata presentazione, il Consiglio Provinciale diffida ad adempiere, entro il termine perentorio di ulteriori 60 giorni. L’eventuale mancato adempimento verrà considerato esplicita rinuncia all’iscrizione. 

 

  • La relazione annuale

In ottemperanza a quanto previsto dal punto 2 dell’art. 7, il praticante deve redigere una relazione annuale dettagliata sull’attività svolta in riferimento alle materie di diritto del lavoro, legislazione sociale e diritto tributario. Questo elaborato deve consentire all’organo di vigilanza di poter valutare il grado di preparazione e le esperienze professionali acquisite dal praticante, pertanto non verranno considerate soddisfacenti le relazioni copia e incolla fra i praticanti ammessi a frequentare lo stesso studio e quelle contenenti la mera elencazione degli argomenti trattati.
In buona sostanza il praticante dovrà indicare dettagliatamente le problematiche trattate in materia di consulenza del lavoro e tributaria e le soluzioni adottate nei casi di vertenze, transazioni, ecc. Dovrà indicare gli Enti contattati, le pratiche svolte e le problematiche affrontate, anche dal punto di vista pratico, con particolare riferimento a ricorsi inoltrati avverso verbali di accertamento da parte dell’Ispettorato del Lavoro, Inps, Inail, Guardia di Finanza, e Commissioni Tributarie. Inoltre egli potrà relazionare se l’addestramento l’ha coinvolto nell’interpretazione di leggi e di contratti al fine di una esatta applicazione degli stessi.

  • Il Libretto della pratica

 

Con l’introduzione del libretto della pratica si è voluto predisporre uno strumento per certificare il contenuto dell’attività tecnico-pratica del praticante responsabilizzando anche il professionista in merito all’effettivo controllo dell’attività del giovane. In questo modo si è predisposto, inoltre, un’ulteriore controllo, oltre a quello relativo alla relazione annuale, per la vigilanza del Consiglio in merito all’effettivo svolgimento della pratica.
Al Consiglio, comunque, resta poi riservata la facoltà di procedere, con ogni mezzo, all’accertamento della veridicità delle annotazioni contenute nel libretto.
Il Libretto della pratica, oltre a contenere le pagine dedicate alle annotazioni relative all’indicazione del periodo di praticantato, alle cause di sospensione, alla frequenza dello studio, al trasferimento ad altro studio  ed a eventuali provvedimenti di cancellazione, si  divide, fondamentalmente, in tre parti:

  • nozioni acquisite (da pag. 8 a pag. 13).

 

In questa prima sezione il praticante dovrà aver cura di indicare, mese dopo mese, le nozioni teoriche apprese inerenti al Diritto del lavoro, alla legislazione sociale e al diritto tributario.
Egli, in particolar modo, dovrà indicare le nozioni acquisite sul contratto individuale di lavoro con particolare attenzione alle differenze che passano tra la subordinazione e l’autonomia, come avviene la costituzione di un rapporto di lavoro, quali sono le maggiori tipologie contrattuali presenti oggi nel nostro ordinamento, obblighi e diritti del prestatore di lavoro, garanzia dei diritti, le cause di sospensione ed interruzione del rapporto di lavoro, ecc.      
 

  • attività professionali alle quali si e’ assistito o partecipato (da pag. 14 a pag. 23 del libretto).

In questa seconda sezione, invece, il praticante dovrà annotare le attività professionali alle quali ha assistito e/o partecipato nella pratica professionale quotidiana indicando di volta in volta  gli atti più rilevanti alla cui predisposizione e redazione si è partecipato e le questioni professionali di maggior interesse alla cui trattazione si è assistito e collaborato, non trascurando, laddove possibile, di evidenziare un confronto critico rispetto alle nozioni teoriche apprese. 

  • le principali pratiche trattate sotto la direzione del professionista (da pag. 24 a pag. 31 del libretto).

 

Nell’ultima sezione, non meno importante delle altre il praticante annoterà le principali pratiche trattate sotto la direzione del professionista non trascurando gli obblighi di riservatezza e di segreto professionale così come previsto dall’art. 6 della L. 12/79

  • Compiuta pratica

 

Al termine del biennio di pratica professionale, dopo l’espletamento dei previsti accertamenti sull’ultimo anno, bisogna chiedere al Consiglio Provinciale dell’Ordine di appartenenza il rilascio del cd. certificato di compiuta pratica.
Tale certificato deve essere allegato alla domanda per partecipare all’esame di abilitazione alla professione di Consulente del lavoro.
Il certificato di compimento della pratica professionale determina, oltre la possibilità di sostenere l’esame di abilitazione professionale, la cancellazione dal registro dei praticanti consulenti del lavoro.
Il certificato di compiuta pratica ha valore di dichiarazione di scienza, pertanto non è soggetto a termini di validità e potrà essere utilizzato dal praticante per ogni sessione di esame successiva al rilascio.

COMMISSIONE VIGILANZA SUL PRATICANTATO
COMPONENTI

DI FRENNA GIULIO
RAGOSTA GENNARO
CONTALDO MASSIMO

Testo a cura dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli
Edizione rivista dalla Commissione – Aprile 2007

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