Il Portale per i CDL di Napoli - Organo Ufficiale dell'Ordine

 
N° 101/2020 del 01/07/2020

L’Agenzia delle Entrate, con provvedimento prot. n. 0230439/2020 del 10 giugno 2020, ha finalmente pubblicato le tanto attese istruzioni per richiedere il contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 del D.L. rilancio.

 

Come noto, l’articolo 25, D.L. n. 34/2020, ha previsto, al fine di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-19, il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti in possesso di partita IVA.In particolare, il predetto articolo prevede che “è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d'impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, di cui al testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, di seguito testo unico delle imposte sui redditi”.
L’agevolazione in esame nasce con la finalità di compensare, almeno in parte, i gravi effetti economici e finanziari che hanno subito determinate categorie di operatori economici a seguito della pandemia che ha colpito il nostro Paese e il resto del mondo.
Tutto ciò premesso con la pubblicazione del Provvedimento 10 giugno 2020, prot. n. 0230439/2020 l’Agenzia delle Entrate, nel definire tutti i passi da compiere per richiedere e ottenere il contributo a fondo perduto a favore delle imprese e delle partite IVA, ha approvato:

  • il modello,
  • le istruzioni
  • le specifiche tecniche

CHI NON PUÒ RICHIEDERE IL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO
Al riguardo il provvedimento specifica che il contributo spetta ai soggetti che abbiano iniziato l’attività in data antecedente il 1° maggio 2020, escludendo di conseguenza coloro che abbiano aperto la partita IVA dopo il 30 aprile 2020.
Oltre ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria, risultano esclusi dal contributo, i seguenti soggetti:
– i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza;
– gli enti pubblici di cui all’art. 74 TUIR;
– i soggetti di cui all’art. 162-bis TUIR (intermediari finanziari e società di partecipazione);
– i contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 e 38 del D.L. 18/2020.

TEMPISTICA PER RICHIEDERE IL CONTRIBUTO
L'istanza potrà essere presentata a partire dal 15 giugno 2020 e non oltre il 13 agosto 2020.
Nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto, potrà presentarla a partire dal 25 giugno e non oltre il 24 agosto.
Entro lo stesso termine è possibile presentare una nuova istanza, in sostituzione dell’istanza precedentemente trasmessa; l’ultima istanza trasmessa sostituisce tutte quelle precedentemente inviate per le quali non è stato già eseguito il mandato di pagamento del contributo.
!!! Attenzione !!!
Pertanto, è possibile inviare una nuova istanza solo se non è stata emessa la ricevuta di accoglimento dell’istanza precedente.

È possibile, inoltre, presentare una rinuncia all’istanza precedentemente trasmessa, che potrà essere inviata anche oltre i termini indicati.
A seguito della presentazione del modello il contribuente riceverà una prima ricevuta che ne attesta la presa in carico, ai fini della successiva elaborazione, ovvero lo scarto a seguito dei controlli formali dei dati in essa contenuti.
Entro 7 giorni lavorativi
dalla data della ricevuta di presa in carico sarà recapitata una seconda ricevuta che attesta l’accoglimento dell’istanza ai fini del pagamento ovvero lo scarto dell’istanza, con indicazione dei motivi del rigetto.
In aggiunta, l’Agenzia delle Entrate trasmette al richiedente, sulla propria PEC, una comunicazione contenente l’informazione che è stata trasmessa una istanza o una rinuncia ad una istanza precedentemente presentata. Tale comunicazione è inviata mediante messaggio di posta elettronica certificata all’indirizzo presente nell’Indice Nazionale degli indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti (INI-PEC) istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico. La medesima informazione è, altresì, messa a disposizione del richiedente nella propria area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito dell’Agenzia delle Entrate.

I DATI DA INDICARE NELL'ISTANZA PER IL RICONOSCIMENTO DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO
L’istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25 del D.L. 34/2020, richiede nella fase di compilazione le seguenti informazioni:

  • il codice fiscale del soggetto, persona fisica o persona non fisica, che richiede il contributo;
  • il codice fiscale del legale rappresentante del soggetto che richiede il contributo, nei casi in cui quest’ultimo sia diverso dalla persona fisica ovvero nel caso in cui il soggetto richiedente sia minore o interdetto;
  • nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che prosegue l’attività di un soggetto deceduto, il codice fiscale del de cuius;
  • l’indicazione se i ricavi o compensi dell’anno 2019 sono inferiori o uguali a 400.000 euro, sono superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro oppure sono superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;
  • l’indicazione se il soggetto richiedente ha iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2018;
  • l’indicazione se il soggetto al 31 gennaio 2020, data di dichiarazione dello stato di emergenza “Covid-19”, aveva il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti da eventi calamitosi con stato di emergenza ancora in atto;
  • l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi riferiti a operazioni effettuate nel mese di aprile 2019;
  • l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi riferiti a operazioni effettuate nel mese di aprile 2020;
  • l’IBAN del conto corrente intestato al soggetto richiedente il contributo;
  • il codice fiscale dell’eventuale soggetto incaricato della trasmissione telematica dell’istanza e l’eventuale dichiarazione sostitutiva, resa da quest’ultimo, relativa al conferimento di una specifica delega, da parte del richiedente, per l’invio dell’istanza stessa.

L’istanza, inoltre, contiene:

  1. la dichiarazione che il richiedente è un soggetto diverso da quelli indicati al comma 2 del citato articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020 (soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza, enti pubblici di cui all’articolo 74 del TUIR, intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’articolo 162-bis del TUIR, soggetti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 e 38 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, nonché i lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n.103);
  2. nel caso in cui l’ammontare del contributo, calcolato secondo le disposizioni dell’articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020, è superiore a 150.000 euro, la sezione (quadro A del modello) relativa alla dichiarazione antimafia. In tale sezione è prevista l’indicazione dei codici fiscali dei soggetti da sottoporre alla verifica antimafia (articolo 85 del predetto decreto legislativo). In alternativa il richiedente può dichiarare di essere iscritto negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 1, comma 52, della legge 6 novembre 2012, n. 190 (per le categorie di operatori economici ivi previste). Tali informazioni sono rese in dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
  3. la firma e la data di sottoscrizione dell’istanza.

MODALITÀ DI PREDISPOSIZIONE DELL’ISTANZA PER IL RICONOSCIMENTO DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO
L’Istanza deve essere predisposta in modalità elettronica, utilizzando i seguenti software:

  • l’uso di software privati per la compilazione, realizzati in conformità alle specifiche tecniche allegate al provvedimento;
  • l’uso di software messi a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate mediante il canale telematico Entratel/Fisconline per l’invio oppure una procedura web gratuita che sarà accessibile a breve all’interno del portale “Fatture e corrispettivi”.

Modalità presentazione istanza con contributo superiore a 150.000 euro

Esclusivamente nel caso in cui l’ammontare del contributo, calcolato secondo le disposizioni dell’articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020, sia superiore a 150.000 euro, il modello dell’istanza, comprensivo dell’autocertificazione che il soggetto richiedente nonché i soggetti di cui all’articolo 85 del decreto legislativo n. 159 del 2011 non si trovano nelle condizioni ostative di cui all’articolo 67 del medesimo decreto legislativo, è predisposto in formato pdf e firmato digitalmente dal soggetto richiedente e inviato esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC).

 

!!! Attenzione !!!

Istanze pervenute alla predetta casella PEC senza i requisiti sopra specificati (importo calcolato del contributo superiore a 150.000 euro e modello, completo di autocertificazione, in formato pdf e firmato digitalmente) non saranno accettate.

Chi può presentare l’istanza?

L’istanza può essere trasmessa direttamente dal richiedente o tramite un intermediario abilitato con delega di consultazione del Cassetto fiscale del richiedente.

COME SI CALCOLA IL CONTRIBUTO

Riguardo alle modalità di calcolo, il contributo è ottenuto applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Più precisamente l’entità del contributo spetta nella misura del:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400 mila euro nel periodo d’imposta precedente a quello di entrata in vigore del D.L. n. 34/2020;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400 mila e fino a 1 milione di euro;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione e fino a 5 milioni di euro.

Il contributo è in ogni caso riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Per agevolare i contribuenti nella determinazione dei ricavi o compensi relativi al 2019, le istruzioni del modello contengono una tabella riepilogativa dei campi della dichiarazione dei redditi 2020 (relativa al 2019) ai quali far riferimento per individuare esattamente i ricavi da prendere a base.

EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO
L’erogazione del contributo è effettuata mediante accredito sul conto corrente identificato dall’IBAN indicato nell’istanza, intestato al codice fiscale del soggetto, persona fisica ovvero persona diverso dalla persona fisica, che ha richiesto il contributo.
Anche al fine di evitare storni e anomalie nella fase di pagamento del contributo, l’Agenzia delle Entrate verifica che il conto sul quale erogare il bonifico, identificato dal relativo codice IBAN, sia intestato o cointestato al codice fiscale del soggetto richiedente. La predetta verifica è effettuata mediante un servizio realizzato da PagoPa S.p.A. con la quale l’Agenzia delle Entrate stipula specifico accordo.

ATTIVITÀ DI CONTROLLO
Il provvedimento, infine, contiene informazioni sulle modalità di elaborazione e controllo delle istanze da parte dell’Agenzia.
Infatti, sulla base dei dati presenti nell’Istanza e prima di erogare il contributo, l’Agenzia delle Entrate effettua alcuni controlli per valutare l’esattezza e la coerenza dei predetti dati con le informazioni presenti in Anagrafe Tributaria. Tali controlli, che sono puntualmente riportati nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento, possono comportare lo scarto dell’Istanza.
Successivamente all’erogazione del contributo, l’Agenzia delle Entrate procede al controllo dei dati dichiarati ai sensi degli articoli 31 e seguenti del D.pr. 600/73, ed effettua ulteriori controlli anche in relazione ai dati fiscali delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici, ai dati delle comunicazioni di liquidazione periodica IVA nonché ai dati delle dichiarazioni IVA.
Inoltre, sono effettuati specifici controlli per la prevenzione dei tentativi di infiltrazioni criminali: tali controlli sono disciplinati con apposito protocollo d'intesa sottoscritto tra il Ministero dell'Interno, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e l'Agenzia delle Entrate.
Qualora dai predetti controlli emerga che il contributo sia in tutto o in parte non spettante, anche a seguito dei successivi riscontri di regolarità antimafia, l’Agenzia delle Entrate procede alle attività di recupero del contributo, irrogando le sanzioni in misura corrispondente a quelle previste dall'articolo 13, comma 5, del decreto legislativo 471/97.

LINK DI RIFERIMENTO
Di seguito si riportano i link da dove poter scaricare modello e istruzioni ai fini compilazione dell’istanza, ed avere anche maggiori dettagli in merito a questo contributo:

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/guida-contributo-a-fondo-perduto

CIRCOLARE APPLICATIVA AGENZIA DELLE ENTRATE
Dopo il modello, le istruzioni operative e la guida operativa, l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 15/E del 16/06/2020, firmata dal direttore Ernesto Maria Ruffini, ha fornito precisi dettagli a 360° sull’ “aiuto”, delineando requisiti e condizioni da rispettare per accedere al contributo. In particolare, il documento di prassi analizza in modo puntuale i passi da compiere per richiedere e ottenere il beneficio, fornendo, anche, tutte le indicazioni per consentire ai contribuenti la regolarizzazione spontanea, nel caso rilevino di aver erroneamente percepito il bonus.

Ad maiora

IL PRESIDENTE
Edmondo Duraccio

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/FC/GC

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