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N° 133/2020 del 23/09/2020

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 48 del 31 agosto 2020, ha istituito il codice tributo, da indicare nel Mod. F24, per consentire l’utilizzo in compensazione del credito di imposta per le commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici (art. 22, comma 1, D.L. n. 124/2019

 

Come noto, tra le misure di contrasto all'evasione fiscale e contributiva ed alle frodi fiscali, l’articolo 22 del D.L. 124/2019 ha previsto un credito d’imposta nella misura del 30% dei costi addebitati per i pagamenti effettuati tramite carte di credito, di debito o prepagate, emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione all’anagrafe tributaria.

All’uopo si ricorda che, il credito d’imposta spetta esclusivamente sulle commissioni dovute in relazione alle cessioni di beni e servizi:

  • effettuate da esercenti che, nell’anno d’imposta precedente, hanno realizzato ricavi e compensi di ammontare non superiore a 400.000 euro,
  • rese nei confronti dei consumatori finali a decorrere dal 1° luglio 2020.

Il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 29 aprile 2020 (Prot. n. 181301/2020), ha reso noto le modalità di determinazione del bonus.

In particolare, il suddetto provvedimento ha definito i termini, le modalità e il contenuto delle comunicazioni trasmesse telematicamente all'amministrazione finanziaria dagli operatori dei sistemi di pagamento che hanno stipulato con commercianti e professionisti un apposito contratto per l'installazione del Pos.

A norma del suddetto provvedimento gli operatori che mettono a disposizione degli esercenti i sistemi di pagamento trasmettono telematicamente all'Agenzia delle Entrate, tramite il SID, le informazioni necessarie a controllare la spettanza del credito inviando le seguenti informazioni:

  • codice fiscale dell'esercente,
  • mese e anno di addebito,
  • numero totale delle operazioni effettuate nel periodo di riferimento e di quelle riconducibili ai consumatori finali,
  • importo delle commissioni addebitate per le operazioni riconducibili ai consumatori finali,
  • ammontare dei costi fissi periodici che ricomprendono un numero variabile di operazioni in franchigia anche se includono il canone per la fornitura del servizio di accettazione.

La trasmissione dei dati deve essere effettuata entro il ventesimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento.

Esercenti e professionisti riceveranno poi mensilmente in via telematica l’elenco delle transazioni effettuate e le informazioni sulle commissioni addebitate dagli operatori.

Calcolo e modalità del credito d’imposta POS

Come detto sopra, il benefìcio consiste in un credito d’imposta nella misura del 30% dei costi addebitati per i pagamenti elettronici. Tale credito d’imposta è da utilizzare esclusivamente in compensazione, esponendolo nei modelli di pagamento F24, a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa.

Per determinare la misura di credito spettante, esercenti e professionisti riceveranno, con cadenza mensile e in via telematica, l’elenco delle transazioni effettuate e le informazioni relative alle commissioni addebitate da parte dei prestatori di servizi di pagamento, tenuti anche a comunicare all’Agenzia delle Entrate le informazioni necessarie per controllare la spettanza del credito in capo ai beneficiari.

Secondo le modalità e i criteri stabiliti da Banca d’Italia con provvedimento del 21 aprile 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 111 del 30 aprile, i soggetti beneficiari che abbiano stipulato una convenzione per l’accettazione e il trattamento delle operazioni di pagamento con carta di debito, credito o altri strumenti tracciabili, riceveranno nella propria casella di Pec oppure pubblicare nell’online banking, tutta una serie di dati funzionali alla determinazione del credito spettante.

CODICE TRIBUTO UTILIZZO CREDITO IMPOSTA POS

Come la maggior parte delle agevolazioni fiscali riconosciute ai titolari di partita IVA, anche il bonus POS potrà essere utilizzato in compensazione, utilizzando un apposito codice tributo, dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa e dovrà esser riportato in dichiarazione dei redditi.

Con la Risoluzione n. 48 del 31 agosto 2020 l’Agenzia delle Entrate ha reso noto il codice tributo “6916” da utilizzare in F24, denominato “Credito d’imposta commissioni pagamenti elettronici – articolo 22, decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124”.

Modalità di compilazione modello F24

In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”.

I campi “mese di riferimento” e “anno di riferimento” sono valorizzati con il mese e l’anno in cui è stata addebitata la commissione che dà diritto al credito d’imposta, rispettivamente nei formati “00MM” e “AAAA”.

 A tal fine, si ricorda che il modello F24 contenente la compensazione deve essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena lo scarto dell’operazione di versamento.

!!! Attenzione!!!

Nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, poiché ad esempio non spettante o per un errore nella quantificazione, l’importo erroneamente compensato va indicato nella colonna “importi a debito versati”, oltre naturalmente al versamento della sanzione e interessi a seguito ravvedimento.

Indicazione credito imposta POS nella dichiarazione dei redditi

Il credito d'imposta dovrà successivamente essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d'imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l'utilizzo.

Ad maiora

IL PRESIDENTE    
Edmondo Duraccio

 

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

 

ED/FC/GC

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