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N° 144/2020 del 13/10/2020

L’Inps, con la circolare n° 116 del 2 ottobre 2020, rende note le istruzioni per il congedo straordinario covid-19 per la quarantena scolastica dei figli minori

 

Con la circolare n. 116 del 2 ottobre 2020, l’INPS ha fornito le istruzioni operative per la presentazione delle domande di congedo Covid-19 per la quarantena scolastica dei figli minori, introdotto dal D.L. n. 111/2020.

L’art. 5 del citato decreto dispone per i genitori lavoratori dipendenti, oltre che la facoltà di svolgere la propria prestazione lavorativa in modalità smart working, anche la facoltà di richiedere un congedo indennizzato durante il periodo di quarantena del figlio convivente con età inferiore a 14 anni, quando questa venga disposta a causa di contatto verificatosi all'interno del plesso scolastico. 

La misura, introdotta come strumento di sostegno nella fase di avvio delle attività scolastiche, si rivolge ai soli lavoratori dipendenti, escludendo di conseguenza sia i lavoratori autonomi sia i lavoratori iscritti alla Gestione separata e potrà essere fruita sia da uno solo dei genitori conviventi con il figlio, sia da entrambi, ma in periodi non sovrapposti tra loro, durante gli eventi di quarantena compresi tra il 9 settembre 2020 ed il 31 dicembre 2020.

Nel documento di prassi l’ente previdenziale specifica i requisiti di cui si deve essere in possesso per poter accedere al congedo:

  • il lavoratore deve avere in corso un rapporto di lavoro dipendente, questo implica che, in caso di interruzione del rapporto di lavoro durante il periodo di congedo, le ulteriori giornate non ancora fruite non potranno essere indennizzate.

  • Il lavoratore non deve svolgere la sua prestazione lavorativa in modalità smart working ai sensi dell’art. 5 del D.L. n. 111/2020, in quanto le due misure sono alternative tra loro.

  • Il figlio per il quale sia stata disposta la quarantena deve avere età inferiore ai 14 anni, ciò comporta che al compimento del quattordicesimo anno di età il congedo non potrà più essere fruito.

  • Il figlio deve, inoltre, essere convivente con il genitore che presenta la richiesta di congedo, questa condizione è soddisfatta, a parere dell’Istituto, quando il figlio ha la residenza anagrafica nella stessa abitazione del genitore richiedente.

  • La quarantena deve essere stata disposta con provvedimento del Dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente, a causa di un contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico.

La durata massima del congedo coincide con il periodo di quarantena disposto dall’ASL, pertanto, potrà essere richiesto anche in caso di proroga o di nuovo provvedimento emesso dall’ASL, sia per lo stesso figlio sia per altri figli minori, tuttavia, in caso di provvedimenti riguardati diversi figli, ma per periodi sovrapposti tra loro, verrà comunque corrisposta una sola indennità, che sarà pari al 50% della retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga quadrisettimanale o mensile scaduto ed immediatamente precedente  a  quello  nel corso del quale ha avuto inizio il congedo, ad eccezione del rateo giornaliero relativo alle mensilità supplementari o trattamenti accessori. Le giornate indennizzabili sono unicamente quelle lavorative ricadenti all’interno del periodo di congedo richiesto. 

La domanda dovrà essere presentata telematicamente, con indicazione degli estremi del provvedimento di quarantena e potrà avere ad oggetto anche periodi antecedenti l’inoltro dell’istanza, purché compresi tra il 9 settembre ed il 31 dicembre 2020.

Nella circolare, l’ente di previdenza specifica anche i casi di compatibilità ed incompatibilità del congedo con altri tipi di assenze effettuate dall’altro genitore convivente e non richiedente.

In particolare, il congedo è compatibile con periodi di malattia, ferie, congedo di maternità e paternità richiesto per figlio diverso da quello per il quale è richiesto il congedo COVID-19, aspettativa non retribuita, permessi ex Legge n. 104/1992 anche se fruiti per lo stesso figlio per il quale è richiesto il congedo. La fruizione del congedo è inoltre compatibile con situazioni di fragilità dell’altro genitore, secondo le indicazioni della circolare n. 13 del 4 settembre 2020 del MLPS e del Ministero della Salute, nonché con i casi in cui all’altro genitore convivente sia riconosciuta un’invalidità al 100% o una pensione di inabilità. 

Il congedo è invece incompatibile con il congedo parentale per lo stesso figlio richiesto dall’altro genitore convivente e con la fruizione dei riposi giornalieri ex artt. 39 e 40 del D.Lgs. n. 151/2001, richiesti per lo stesso figlio dall’altro genitore convivente. Inoltre, il congedo non è compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa in modalità smart working sia del lavoratore richiedente, sia dell’altro genitore, nè tantomeno con lo stato di disoccupazione dell’altro genitore convivente. Infine, la fruizione del congedo non risulta possibile durante le giornate di pausa contrattuale dell’altro genitore convivente, in caso di contratto part time o intermittente, oppure quando quest’ultimo sia percettore di strumenti di sostegno al reddito, ad eccezione dei casi in cui il beneficiario delle citate prestazioni abbia subito solo una riduzione di orario di lavoro, continuando a svolgere la propria prestazione lavorativa.

Ad maiora

IL PRESIDENTE 
Edmondo Duraccio

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/FC

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