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N° 145/2019 del 18/10/2019

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n° 83/E del 27 settembre 2019, ha reso noto le istruzioni operative e quali sono i codici tributo da indicare per il credito d’imposta Sisma e ZES.

 

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 83/E del 27 settembre 2019, ha istituito i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno riconosciuto alle imprese localizzate nei territori colpiti dagli eventi sismici dal 24 agosto 2016, ai sensi dell’articolo 18-quater del D.L. n.8/2017, e alle imprese, già esistenti o nuove, che operano nelle zone economiche speciali (ZES), di cui all’articolo 5 del DL n.91/2017.

Il credito d’imposta

Il credito d’imposta de quo è riconosciuto dal fisco alle imprese che acquistano o hanno acquistato beni strumentali destinati alla produzione nelle zone colpite dal terremoto nel 2016. Tale credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 25% per le spese effettuate dalle grandi imprese, del 35% per quelle effettuate dalle medie imprese e del 45% per le spese effettuate piccole imprese. Per gli investimenti effettuati nelle Zone Economiche Speciali (id: ZES) il credito d’imposta è commisurato alla quota complessiva dei beni acquistati entro la fine del 2020 con limite massimo di spesa pari a 50 milioni di euro.

I nuovi codici tributo

Per usufruire del credito d’imposta in parola, le imprese dovranno attenersi strettamente alle istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate presentando apposita domanda di riconoscimento per via telematica.
Successivamente, andrà presentato il relativo modello F24 corredato dei seguenti codici tributo di nuova istituzione:

  • 6905credito d’imposta investimenti sisma centro Italia – articolo 18-quater, comma 1, decreto legge 9 febbraio 2017, n. 8”;
  • 6906Credito d’imposta investimenti ZES – articolo 5, comma 2, decreto legge 20 giugno 2017, n. 91”.

Come di consueto, il modello F24 con gli importi in compensazione, dovrà essere presentato tassativamente, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, per via telematica attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate (id: Entratel/Fisconline), compilando la sezione “Erario” e riportando i codici tributo di pertinenza in corrispondenza delle somme riconosciute, quali credito d’imposta, da portare in compensazione ai tributi erariali.

Per quanto riguarda l’anno di riferimento, si deve tener conto di quando sono state sostenute le spese, nel formato “AAAA”.

La presentazione della domanda

L’Agenzia delle Entrate ha, quindi, definito le modalità di presentazione della comunicazione per la fruizione del credito d’imposta sisma e per la fruizione del credito d’imposta ZES, stabilendo che la comunicazione dovrà essere inoltrata all’Agenzia tramite il modello per beneficiare del credito d’imposta relativo agli investimenti nel Mezzogiorno indicando, però, specificatamente se si tratta di sisma o ZES.

Le scadenze

Il credito d’imposta per gli investimenti nelle zone colpite dal sisma del 2016, esteso poi con successivo decreto anche alle imprese dei comuni di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, vale fino al 31 dicembre 2019.

Per quanto riguarda, invece, gli investimenti nelle ZES, i benefici fiscali sono prorogati fino al 31 dicembre 2020 e il limite massimo degli investimenti che possono essere fatti beneficiando delle agevolazioni fiscali è stato fissato in 50 milioni di euro.

Per approfondire

E’ possibile trovare ulteriori notizie per gli approfondimenti del caso, collegandosi al seguente link: Agenzia delle Entrate – Risoluzione n.83 del 27/09/2019

Ad maiora

IL PRESIDENTE    
Edmondo Duraccio

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/FC/FT

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