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N° 146/2020 del 15/10/2020

L’Agenzia delle Entrate, con l’interpello n° 367 del 17 settembre 2020, ha precisato che le somme erogate "una tantum" per compensare il periodo di vacatio contrattuale sono assoggettate a tassazione separata ex art. 17 comma 1, lett. b) del TUIR.

 

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta ad Interpello del 17 settembre 2020, n°367, ha confermato che, qualora le indennità o le somme sostitutive di reddito di lavoro dipendente si riferiscano a redditi che avrebbero dovuto essere percepiti in un determinato periodo d'imposta e, in loro sostituzione, vengono percepite in un periodo d'imposta successivo, si renderà applicabile il regime di tassazione separata.

Nel caso in esame, il quesito ha riguardato il rinnovo della parte normativa ed economica di un CCNL, valevole per il periodo 1° gennaio 2020 – 31 dicembre 2022. In particolare, il CCNL in questione aveva previsto che nel mese di febbraio 2020 fosse erogato a tutti i dipendenti titolari di contratto a tempo indeterminato, in forza alla data del 17 gennaio 2020 e che avessero prestato attività lavorativa nel periodo 1° gennaio 2017 – 31 dicembre 2019, un importo forfettario di euro 1.200,00 lordi, a titolo di "una tantum per il pregresso", non riparametrato per livello di inquadramento. E' stato pertanto richiesto di conoscere l'esatta qualificazione dell'indennità come sopra descritta e la relativa modalità di tassazione.

Sul punto, i tecnici dell'Amministrazione Finanziaria hanno ricordato che l'art. 17, comma 1, lett. b) del Tuir prevede l'applicazione della tassazione separata nel caso di erogazione di "emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per effetto di leggi, di contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi sopravvenuti o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti".

La tassazione separata, infatti, costituisce una modalità di tassazione del reddito di lavoro dipendente, finalizzata ad evitare che, nei casi di redditi percepiti con ritardo rispetto alla loro maturazione, avvenuta in periodi d'imposta precedenti, il sistema della progressività delle aliquote possa determinare un pregiudizio per il contribuente, con una lesione del principio di capacità contributiva.

Quanto alla modalità di tassazione, l'art. 21 del Tuir prevede che, per i redditi della citata lett. b) del comma 1 dell’art. 17, l'imposta è determinata applicando all'ammontare percepito, l'aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del contribuente nel biennio anteriore all'anno in cui è stata percepita la somma. Il successivo comma 3 del predetto articolo precisa che se in uno dei due anni anteriori non vi è stato reddito imponibile si applica l'aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto dell'altro anno; se non vi è stato reddito imponibile in alcuno dei due anni si applica l'aliquota stabilita all'art. 11 per il primo scaglione di reddito (id: 23%).

In merito al quesito proposto, i tecnici dell'Agenzia delle Entrate hanno ricordato che, già la Circolare 5 febbraio 1997, n°23/E aveva precisato che, il regime di tassazione separata non trova applicazione nei casi in cui la corresponsione degli emolumenti in un periodo d'imposta successivo a quello di maturazione deve considerarsi fisiologica rispetto ai tempi tecnici o giuridici occorrenti per l'erogazione degli emolumenti stessi.

Qualora, invece, ricorra una delle cause giuridiche che consistono nel sopraggiungere di norme legislative, di sentenze o di provvedimenti amministrativi, ovvero una delle cause consistenti in oggettive situazioni di fatto, che impediscono il pagamento delle somme riconosciute spettanti entro i limiti di tempo ordinariamente adottati dalla generalità dei sostituti d'imposta, risulta pienamente applicabile il regime della tassazione separata ex art. 17 Tuir.

Alla luce di quanto sopra esplicitato, in caso di emolumenti a titolo di "una tantum" previsti in attuazione di un contratto collettivo, diretti a compensare i mancati incrementi dei minimi contrattuali riferibili al periodo di vacatio contrattuale, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, ai fini dell’applicazione della tassazione separata è sufficiente che la predetta erogazione avvenga in un periodo d'imposta successivo a quello cui gli emolumenti stessi si riferiscono. A nulla rileva il fatto, ha precisato in chiusura il documento di prassi, che l’importo dell’"una tantum" sia definito senza essere riparametrato al livello contrattuale e che, pertanto, la determinazione degli incrementi dei minimi contrattuali riferiti al periodo pregresso non sia puntuale ma sia determinato in via forfettaria.

Ad maiora

IL PRESIDENTE  
Edmondo Duraccio

 

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/FC/PDN

 

 

 

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