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N° 147/2020 del 16/10/2020

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 54/E del 25 settembre scorso, ha stabilito che i contributi del datore di lavoro ad Enti bilaterali, versati per assicurarsi una copertura economica a fronte di prestazioni su di lui incombenti per regolamento o accordo, non sono imponibili fiscalmente per i lavoratori. Invece, le prestazioni ricevute, anche se sostitutive di redditi, sono imponibili ex art. 51 comma 1 del TUIR

 

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione in commento, ha ricordato che l'art. 2, comma 1, lettera h), del D.lgs. n. 276/2003 definisce gli "enti bilaterali" quali organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative, quali sedi privilegiate per la regolazione del mercato del lavoro attraverso: la programmazione di attività formative e la determinazione di modalità di attuazione della formazione professionale in azienda; la promozione di buone pratiche contro la discriminazione e per la inclusione dei soggetti più svantaggiati; la gestione mutualistica di fondi per la formazione e l'integrazione del reddito; lo sviluppo di azioni inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento.

Ciò posto, si pone il problema di individuare il corretto trattamento fiscale dei contributi versati all'ente, posti a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori, nonché al trattamento fiscale delle prestazioni erogate dagli enti medesimi.

Nel ricordare quanto già riportato nelle circolari 23 dicembre 1997, n. 326, e 4 marzo 1999, n. 55, l’Agenzia delle Entrate ha rimarcato che, in generale, i contributi versati all'ente bilaterale, dal datore di lavoro e dal lavoratore, concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente, in quanto non rientrano nell'ipotesi di esclusione dal reddito previste dall'articolo 51, comma 2, lettera a), del Tuir, che dispone la non concorrenza al reddito di lavoro dipendente, tra l'altro, dei soli contributi assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge.

A tale conclusione non si perviene qualora il contratto, l'accordo o il regolamento aziendale prevedano soltanto l'obbligo per il datore di lavoro di fornire talune prestazioni assistenziali e il datore di lavoro, obbligato a fornire dette prestazioni, scelga di garantirsi una copertura economica, iscrivendosi ad un ente o ad una cassa.

In tale ipotesi, infatti, il pagamento dei contributi all'ente o alla cassa da parte del datore di lavoro, rispondendo ad un suo interesse esclusivo, non genererà materia imponibile per i lavoratori.

Nella fattispecie concreta prospettata, inoltre, emergeva che la contribuzione all'Ente era ad esclusivo carico della società istante che versava, con cadenza trimestrale, l'ammontare della contribuzione dovuta per il trimestre precedente, determinata convenzionalmente moltiplicando il contributo di 21 euro per la "forza media" del trimestre di competenza, quindi senza alcun riferimento ai singoli lavoratori.

La società, dunque, versava all'Ente un contributo cumulativo e indifferenziato che porta ad escludere un collegamento diretto tra il contributo del datore di lavoro e ciascun singolo lavoratore.

In nuce, i tecnici dell’Agenzia hanno stabilito che, in tale fattispecie, è quindi da escludere una componente reddituale nei confronti dei dipendenti e, pertanto, i predetti contributi non costituiscono reddito ai sensi del comma 1, dell'articolo 51 del Tuir.

Quanto, invece, al trattamento fiscale delle prestazioni assistenziali erogate da un ente bilaterale, vi è da segnalare che le predette prestazioni risulteranno assoggettate a tassazione sempreché inquadrabili in una delle categorie reddituali previste dall'articolo 6 del Tuir, comprese quelle che costituiscono erogazioni corrisposte in sostituzione di detti redditi.

A tale soluzione si ritiene di giungere anche nella fattispecie in esame, a nulla rilevando la circostanza che i contributi versati dal datore di lavoro non siano stati assoggettati a tassazione quali redditi di lavoro dipendente.

Ad maiora

IL PRESIDENTE 
Edmondo Duraccio

 

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/FC

 

 

 

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