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N° 155/2019 del 07/11/2019

L’Agenzia delle Entrate, con risposta ad Interpello n. 400 del 9 ottobre 2019, ha precisato che i contributi previdenziali dedotti da un contribuente forfettario e successivamente compensati dallo stesso nel Mod. F24, vanno tassati con le regole del regime agevolato. In pratica, il credito maturato non va inserito nel quadro RM  ma va rettificato e recuperato a tassazione nel periodo d’imposta in cui è stata effettuata la compensazione, indicandolo con il segno meno, nel rigo LM35.

 

Nel caso di utilizzo in compensazione dell’eccedenza Inps maturata nell’anno precedente, i forfettari recuperano a tassazione tale importo indicandolo nel quadro LM: questa è l’importante chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate tramite la risposta all’istanza di interpello n. 400 del 09 ottobre 2019.

Come noto, quando il reddito d’impresa o di lavoro autonomo del contribuente risulta inferiore a quello del periodo d’imposta precedente, il versamento dei contributi previdenziali in acconto (con il metodo storico) determinano una eccedenza di versamento rispetto a quanto effettivamente dovuto, ed il suddetto credito frequentemente viene utilizzato in compensazione tramite F24, per il versamento di altri tributi o contributi.

Orbene, le somme dei crediti INPS utilizzate in compensazione in F24 dovranno poi essere esposte nella sezione III del quadro RM della dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta in cui è avvenuta la compensazione, e precisamente nel rigo RM9 deputato ad accogliere il rimborso di imposte o di oneri dedotti dal reddito complessivo (barrando la casella 2 per optare per la tassazione ordinaria), equivalendo  l’utilizzo in compensazione di un credito previdenziale al rimborso dello stesso.

Pertanto, ad esempio, se nel corso del 2018 il contribuente ha utilizzato in compensazione un credito Inps relativo al 2017, per € 1.000, tale importo dovrà essere oggetto di tassazione tramite la compilazione del suddetto rigo RM9 nel modello Redditi PF 2019.

Ciò premesso, un contribuente in regime forfettario ha avanzato istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate in merito alla possibilità di riportare un credito previdenziale compensato in F24 nel quadro LM.

QUESITO OGGETTO D’INTERPELLO

Il contribuente dichiara di avvalersi del c.d. regime forfettario di cui alla legge 190/2014 come modificata dall'articolo 1, commi da 9 a 11, della legge n. 145/2018 (in breve "Legge di bilancio 2019") e di avere maturato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2017 un credito, pari a 1.522,00 euro, derivante da contributi previdenziali versati all'INPS, utilizzato in compensazione con F24 nel corso dell'anno 2018. L'istante precisa che detto importo dovrebbe essere riportato nel quadro RM ed essere assoggettato a tassazione ordinaria.

Purtuttavia, trattandosi di un importo portato in deduzione nell'ambito del c.d. regime forfettario, con tassazione agevolata, ritiene non corretta la tassazione ordinaria. Infatti, ad avviso dell'istante l'onere detratto (più correttamente dedotto) e successivamente rimborsato (attraverso l'utilizzo in compensazione del credito Inps) dovrebbe essere assoggettato a tassazione applicando le disposizioni previste dal c.d. regime forfettario.

L'istante ritiene che la somma prima portata in detrazione (più correttamente deduzione) e poi compensata deve essere riportata a tassazione secondo il medesimo regime in cui è avvenuta la detrazione (deduzione), ossia il regime forfetario.

Pertanto, il contribuente è dell'avviso di scomputare l'importo del credito INPS utilizzato in compensazione dai contributi previdenziali deducibili indicati nel rigo LM35 del modello Unico 2019 (periodo d'imposta 2018), in quanto aggiungerlo ai redditi del rigo LM22 ne comporterebbe l'assoggettamento ad ulteriore contribuzione INPS.

PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

L’Agenzia delle Entrate nel fornire la propria risposta concorda pienamente con la soluzione prospettata dal contribuente.

In premessa, l’Agenzia delle Entrate ricorda che chi applica il regime forfettario determina "il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività nella misura […] diversificata a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata”. Inoltre, “i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico […] ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi, si deducono dal reddito determinato ai sensi del presente comma […]".

Tanto premesso, con riferimento all'ipotesi in cui il contribuente ha versato e dedotto dal reddito d'impresa in regime forfettario, con riferimento al periodo d'imposta 2017, contributi previdenziali per una quota poi risultata superiore al dovuto, che ha originato un credito Inps utilizzato in compensazione nel 2018, l’Agenzia, nell’avallare la soluzione prospettata dal contribuentechiarisce che, ai soli fini della determinazione del reddito da assoggettare a imposta sostitutiva secondo il regime forfettario, il contributo previdenziale dedotto nel periodo d'imposta precedente e compensato in F24 deve essere rettificato e recuperato a tassazione nel periodo d'imposta successivo, indicandolo al rigo LM35 del quadro LM in diminuzione del totale dei contributi previdenziali da dedurre per l’anno d’imposta oggetto di dichiarazione.

Ad maiora

IL PRESIDENTE   
Edmondo Duraccio

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/FC/GC

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