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N° 160/2019 del 14/11/2019

L’Agenzia delle Entrate, con risposta all’interpello n. 389 del 24 settembre 2019, ha fornito chiarimenti in merito alla corretta indicazione della data fattura per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, effettuate in un mese accompagnate dai relativi DDT.


 

La data della fattura differita può coincidere con quella di emissione dell’ultimo DDT, ma è comunque possibile indicare convenzionalmente la data di fine mese, rappresentativa del momento di esigibilità dell’imposta.

È questo l’importante chiarimento che ha fornito l’Agenzia delle Entrate in risposta all’istanza di interpello n. 389 pubblicata 24/09/2019, con il quale, prendendo spunto dall’istanza presentata da un contribuente, si è ritornato sull’argomento della data che deve essere indicata nella fattura differita, che era stato già oggetto di chiarimento con la precedente circolare n. 14/E/2019.

QUESITO OGGETTO D’INTERPELLO

Il   caso   sottoposto   all’attenzione   dell’Agenzia delle Entrate con interpello riguardava    un   contribuente che eseguiva lavorazioni meccaniche conto terzi su materiale di proprietà   del   committente, ed a   lavorazione   effettuata, provvedeva a riconsegnare il bene lavorato mediante l’emissione di DDT con causale “reso lavorato”.

Per la documentazione delle prestazioni effettuate nei confronti del medesimo cliente, alla fine di ciascun mese l’istante emetteva fattura elettronica ai sensi dell’articolo 21, comma 4, lettera a), del DPR n°633/1972, con pagamento a 30 gg dalla data della fattura.

All’uopo l’istante ha fornito, nel formulare il quesito, il seguente esempio:

  • 10.09.2019 data emissione primo DDT di reso lavorato;
  • 20.09.2019 data emissione secondo DDT di reso lavorato;
  • 28.09.2019 data emissione terzo DDT di reso lavorato;
  • 30.09.2019 compilazione fattura elettronica esponendo nel campo “data” della sezione “dati generali” del file fattura la data del 30.09.2019 essendo il 30.09.2019 la data di effettuazione dell’operazione ai fini IVA;
  • 15.10.2019 spedizione della fattura al Sistema di Interscambio con Iva che confluirà nel calcolo della liquidazione del mese di settembre 2019.

PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’agenzia delle Entrate, in primis, nel formulare la propria risposta richiama quanto già chiarito nel documento di prassi n. 14/E del 17 giugno 2019, e precisamente che:

  • è possibile assumere che la data riportata nel campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file della fattura elettronica sia sempre e comunque la data di effettuazione dell’operazione;
  • la data del documento dovrà sempre essere valorizzata con la data dell’operazione, ferma restando la possibilità di sfruttare il termine dei 12 giorni per la trasmissione del file della fattura elettronica allo SdI;
  • restano vigenti, anche dal 1° luglio 2019, le prescrizioni contenute nelle successive lettere, da a) a d), dell’articolo 21, comma 4, del decreto IVA e, dunque, con particolare riferimento alle operazioni di cui alla lettera a) – ossia “per le cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione ed avente le caratteristiche determinate con decreto del Presidente della Repubblica 14 agosto 1996, n. 472, nonché per le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto, la possibilità di emettere un’unica fattura (c.d. “differita”), recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello della loro effettuazione.

Pertanto, afferma l’Agenzia delle Entrate, la suddetta tesi rappresenta una facoltà e non un obbligo per il contribuente, fermo restando che la data riportata nel relativo campo del file fattura, veicolato tramite SdI, dovendo rispettare il disposto dell’articolo 21, comma 2, lettera g-bis), del decreto IVA, sarà comunque quella relativa al mese in cui è stata effettuata una delle cessioni di beni/prestazioni di servizi ovvero in cui è stato pagato in tutto o in parte il relativo corrispettivo, che la fattura documenta, per cui nel caso oggetto d’interpello il contribuente può indicare alternativamente:

  • un giorno qualsiasi tra il 28 settembre ed il 15 ottobre 2019 qualora la data di predisposizione sia contestuale a quella di invio allo SdI (“data emissione”);
  • la data di almeno una delle operazioni e, come chiarito nella circolare n. 14/E del 17 giugno 2019, preferibilmente “la data dell'ultima operazione” (nell'esempio formulato, 28 settembre 2019). È, comunque, possibile indicare convenzionalmente la data di fine mese (30 settembre 2019), rappresentativa del momento di esigibilità dell'imposta, fermo restando che la fattura potrà essere inviata allo SdI entro il 15 ottobre 2019.

Ad maiora

IL PRESIDENTE       
Edmondo Duraccio

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/FC/GC

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