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N° 166/2019 del 26/11/2019

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 93 del 12 novembre 2019, ha fornito chiarimenti in merito ai versamenti degli acconti per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, in scadenza al 02/12/2019, essendo il 30/11/2019 sabato. In particolare, l’Amministrazione finanziaria ha ribadito che, in riferimento all’art. 58, D.L. n. 124/2019 (c.d. "Decreto Fiscale 2020"), i versamenti della prima e seconda rata di acconto IRPEF, IRES ed IRAP devono essere rimodulati per i soggetti di cui all’art. 12-quinquies, commi 3 e 4, D.L. n. 34/2019, in due rate di pari importo al 50% (anziché 40% e 60%). Per il 2019 è fatto salvo il versamento dell’eventuale prima rata ed è quindi dovuta la seconda rata nella misura del 50% per un totale di 90%; quest’ultima percentuale si applica anche per quanto riguarda il versamento in un’unica soluzione.

 

A decorrere dal 27 ottobre 2019, il D.L. 124/2019, c.d. “decreto fiscale 2020ha modificato, per i soggetti “Isa” e “forfetari”, la percentuale dei versamenti della prima e della seconda rata degli acconti dovuti per Irpef, Ires ed Irap, rimodulandoli in due rate di pari importo, vale a dire entrambe del 50%, mentre precedentemente erano del 40% e del 60 per cento. Questi i chiarimenti che ha fornito l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 93 del 12 novembre 2019.

Infatti, l’articolo 58 del D.L. n. 124/2019 prevede che, a decorrere dal 27 ottobre 2019 (data di entrata in vigore del decreto legge), “per i soggetti di cui all’articolo 12-quinquies, commi 3 e 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, i versamenti di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dell’imposta sul reddito delle società, nonché quelli relativi all’imposta regionale sulle attività produttive sono effettuati, ai sensi dell’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, in due rate ciascuna nella misura del 50 per cento, fatto salvo quanto eventualmente già versato per l’esercizio in corso con la prima rata di acconto con corrispondente rideterminazione della misura dell’acconto dovuto in caso di versamento unico”.

Di seguito, l’analisi nel dettaglio del contenuto della risoluzione in esame.

AMBITO SOGGETTIVO

La norma, per come è stata scritta, ha da subito sollevato alcune perplessità tra gli addetti del settore circa il perimetro applicativo. Infatti, non era chiaro se potesse essere estesa anche a tutti i contribuenti che, pur teoricamente soggetti agli ISA, ne sono comunque esclusi ex lege, come ad esempio i soggetti forfettari.

Sul punto l’Agenzia con la risoluzione in esame ha dissipato ogni dubbio chiarendo che la modifica del calcolo degli acconti riguarda coloro per i quali era stata disposta dal D.L. n. 34/2019 la proroga dei versamenti al 30 settembre 2019, vale a dire quei contribuenti che, contestualmente:

  • esercitano, in forma di impresa o di lavoro autonomo, attività economiche per le quali sono stati approvati gli Isa, a prescindere dal fatto che gli stessi applichino o meno gli indici;
  • dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun Isa, dal relativo decreto ministeriale di approvazione.

Di conseguenza, la novella normativa in materia di versamenti degli acconti trova applicazione anche ai contribuenti che, trovandosi nelle condizioni sopra descritte:

  • applicano il regime forfetario agevolato;
  • applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità;
  • determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari;
  • ricadono nelle altre cause di esclusione dagli Isa.

Tutti i soggetti appena richiamati, dunque, potranno versare il secondo acconto nella misura del 50%.

AMBITO OGGETTIVO

Per quanto riguarda l’ambito oggettivo di applicazione della novella normativa introdotta dal D.L. 124/2019, vale a dire a quale imposte si può applicare la rimodulazione degli acconti, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che è applicabile, oltre che alle imposte individuate espressamente dall’articolo 58 del decreto-legge n. 124 del 2019, e cioè, l’IRPEF, l’IRES e l’IRAP, anche:

  • all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP dovuta dai contribuenti che si avvalgono di forme di determinazione del reddito con criteri forfetari. E ciò in considerazione di quanto chiarito, in relazione all’ambito soggettivo, con la citata risoluzione n. 64/E del 2019;
  • alla cedolare secca sul canone di locazione, all’imposta dovuta sul valore degli immobili situati all’estero (IVIE) o sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE).

QUANTIFICAZIONE DEGLI ACCONTI

Da ultimo, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che dal momento che per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 il D.L. 124/2019 ha fatto salvo il versamento dell’eventuale prima rata di acconto, i contribuenti che hanno già versato la prima rata del 40% dovranno versare la seconda rata nella misura del 50% entro il prossimo 30 novembre.

Sempre entro la stessa data, chi non era tenuto al versamento della prima rata dovrà effettuare, invece, un unico versamento nella misura del 90 per cento.

Ad maiora

IL PRESIDENTE    
Edmondo Duraccio

 

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

 

ED/FC/GC

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