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N° 171/2019 del 04/12/2019

L’Agenzia delle Entrate, con risposta all’interpello n. 391 del 7 ottobre 2019 ha fornito importanti chiarimenti circa il comportamento che un contribuente in regime forfetario, ex art. 1, commi da 54 ad 89 Legge n. 190/2014, deve tenere in caso di estromissione agevolata ex articolo 1, comma 66, Legge n. 145/2018 di un immobile strumentale per natura, chiarendo che le plusvalenze e le minusvalenze realizzate in corso di regime non hanno alcun rilievo fiscale.

 

Come ben noto, l’articolo 1, comma 66, L. 145/2018 (c.d. Legge di Bilancio 2019) ha riproposto la possibilità di estromettere gli immobili strumentali da parte dell’imprenditore individuale, con pagamento di un’imposta sostitutiva dell’8% sulla differenza tra valore normale (che può anche coincidere con quello catastale) e costo fiscalmente riconosciuto.

Operativamente, colui che intendeva avvalersi di tale opportunità doveva adottare un comportamento concludente, ivi compresa la necessità di emettere autofattura (se vi erano i presupposti ai fini Iva) entro la data del 31 maggio 2019 (nel caso di specie, l’autofattura è stata emessa in data 30 maggio 2019).

QUESITO

Nel caso oggetto dell’istanza di interpello, il contribuente precisa di essere titolare di un’impresa individuale e che aveva acquistato, nel 1984, un immobile strumentale per natura (categoria catastale A/10) ammortizzato interamente con relativo costo fiscalmente pari a zero. In data 30 maggio 2019 aveva escluso dal patrimonio della propria impresa il suddetto immobile emettendo la relativa autofattura.

Poiché dal 2019 sta adottando il regime forfettario (di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, L. 190/2014), con l’interpello chiede quali siano le conseguenze fiscali che derivano dall’estromissione dell’immobile dall’impresa, in particolare se la plusvalenza emergente dall'intervenuta estromissione dell'immobile abbia rilevanza reddituale.

SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

Posto il quesito il contribuente ritiene che, come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate  n. 10/E del 4 aprile 2016, le plusvalenze realizzate dai soggetti che applicano il regime forfetario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, non hanno alcuna rilevanza reddituale e che pertanto la suddetta regola debba applicarsi anche nell’ipotesi di plusvalenza emergente dall’intervenuta estromissione agevolata dal patrimonio dell’impresa individuale di un immobile strumentale, per cui non occorre indicare nulla nel quadro RQ della dichiarazione dei redditi 2020 per il periodo d’imposta 2019. Di conseguenza, a seguito dell’autofattura emessa, considererà l’immobile fuoriuscito dal patrimonio dell’impresa individuale con efficacia a decorrere dalla data della sua emissione (senza che l’esclusione abbia efficacia retroattiva al 1° gennaio 2019). Non verserà, quindi, l’imposta sostitutiva alle scadenze di legge e non attribuirà all’estromissione alcuna rilevanza fiscale in quanto la relativa plusvalenza è realizzata in vigenza di regime forfetario (sebbene riferita a un bene acquistato in anni precedenti all’adozione del suddetto regime fiscale).

PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’Agenzia delle Entrate, nel formulare la propria risposta ricorda preliminarmente che le modifiche apportate al regime contabile forfettario, dalla legge di bilancio 2019, hanno riguardato la riformulazione di alcune delle cause ostative all’applicazione del regime stesso, e non hanno inciso in alcun modo sull’impatto fiscale delle plusvalenze e minusvalenze realizzate in costanza di applicazione del regime forfettario.

Successivamente, l’Agenzia delle Entrate ricorda che con specifico riferimento alle plusvalenze e minusvalenze relative ai beni strumentali acquistati anche prima dell'ingresso nel regime forfetario, la circolare n. 10/E del 2016 ha avuto modo di chiarire che “le plusvalenze e le minusvalenze realizzate in corso di regime non abbiano alcun rilievo fiscale, anche se riferite a beni acquistati negli anni che hanno preceduto l'adozione del regime forfetario", imponibilità che era, invece, espressamente prevista nei precedenti regimi dedicati ai contribuenti di minori dimensioni dall’articolo 1, comma 104, della legge n. 244 del 2007.

In buona sostanza, conclude l’Agenzia, l’estromissione dell’immobile strumentale effettuata in costanza di applicazione del regime forfettario non determina l’emersione di una plusvalenza rilevante ai fini fiscali, poiché la fruizione di tale regime comporta l’esclusione di tali componenti positivi di reddito, anche se aventi ad oggetto beni strumentali acquisiti (come nel caso di specie) prima dell’ingresso nel regime forfettario.

Infine, l’Agenzia chiarisce che l’estromissione del bene immobile, così come chiarito con la circolare n. 39/E del 15 aprile 2008, seppur in relazione ai soggetti che si sono avvalsi del regime dei minimi di cui all’articolo 1, commi da 96 a 117, della legge n. 244 del 2007, dovrà essere annotata nei registri tenuti fino al momento in cui il soggetto è entrato nel regime di favore (quindi nel registro cespiti nel frattempo “congelato”), trattandosi di un regime che prevede l’esonero sia dalla tenuta del libro dei beni ammortizzabili sia dei registri Iva. Non sarà necessario, altresì, rappresentare l’estromissione nel quadro RQ della dichiarazione dei redditi 2020 per il periodo d’imposta 2019.

Ad maiora

IL PRESIDENTE    
Edmondo Duraccio

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/FC/GC

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