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N° 174/2019 del 10/12/2019

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 9943 del 19 novembre 2019, ha fornito importanti chiarimenti in merito al termine entro cui è possibile far valere la responsabilità solidale del committente per debiti contributivi, alla luce delle recenti pronunce della Corte di Cassazione.

 

Come noto, l’art. 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003, sancisce il principio della responsabilità solidale del committente di un appalto di opere o servizi per i crediti retributivi e contributivi vantati dal lavoratore dipendente verso il proprio datore di lavoro/appaltatore, stabilendo che “in caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto”.

Secondo l'Ispettorato Nazionale del Lavoro la ratio della norma è quella di garantire il pagamento del corrispettivo e degli oneri previdenziali dovuti, consentendo al lavoratore e agli Istituti previdenziali fare ricorso nei confronti di un soggetto terzo. Ma viene anche precisato che occorre distinguere i crediti retributivi dei lavoratori dai crediti contributivi degli Istituti previdenziali, al fine di individuare i termini per l’esercizio delle relative azioni.

In merito ai suddetti termini, l’INL, nel documento di prassi in esame, ricorda che la Corte di Cassazione in molte recenti pronunce ha recentemente affermato che il regime decadenziale dei due anni previsto dall’art. 29, comma 2, trova applicazione esclusivamente all’azione esperita dal lavoratore, in quanto  il rapporto di lavoro e il rapporto previdenziale, per quanto connessi, sono tra loro distinti, atteso che l’obbligazione contributiva, facente capo all’INPS, a differenza di quella retributiva, deriva dalla legge, ha natura pubblicistica e risulta pertanto indisponibile.

La Corte, chiarisce l’Ispettorato, evidenzia come l’oggetto dell’obbligazione contributiva coincida con il “minimale contributivo strutturato dalla legge in modo imperativo”, ritenendo pertanto che l’applicazione estensiva del termine decadenziale dell’art. 29, comma 2, porterebbe ad un effetto contrario rispetto a tale assetto normativo ovvero alla possibilità che “alla corresponsione di una retribuzione a seguito dell’azione tempestivamente proposta dal lavoratore, non possa seguire il soddisfacimento anche dell’obbligo contributivo solo perché l’ente previdenziale non ha azionato la propria pretesa nel termine di due anni dalla cessazione dell’appalto”, con conseguente vulnus nella protezione assicurativa del lavoratore che, invece, l’art. 29 cit. ha voluto potenziare. (cfr. sent. n. 18004 del 04.07.2019, n. 22110 del 04.07.2019, n. 8662 del 28.03.2019 e n. 13650 del 21.05.2019).

In nuce, sulla base di tali argomentazioni, il principio di legittimità in virtù del quale il termine decadenziale di due anni previsto dall’art. 29, comma 2, riguarda esclusivamente l’esercizio dell’azione nei confronti del responsabile solidale da parte del lavoratore, per il soddisfacimento dei crediti retributivi e non è applicabile, invece, all’azione promossa dagli Enti previdenziali per il soddisfacimento della pretesa contributiva. Quest’ultima risulta soggetta, dunque, alla sola prescrizione prevista dall’art. 3, comma 9, L. n. 335/1995, che statuisce:

Le contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria si prescrivono e non possono essere versate con il decorso dei termini di seguito indicati:

a) dieci anni per le contribuzioni di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e delle altre gestioni pensionistiche obbligatorie, compreso il contributo di solidarietà, previsto dall'articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 29 marzo 1991, n. 103, convertito con modificazioni della legge 1 giugno 1991, n. 166, ed esclusa ogni aliquota di contribuzione aggiuntiva non devoluta alle gestioni pensionistiche. A decorrere dall'1 gennaio 1996 tale termine è ridotto a cinque anni salvi i casi di denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti;

b) cinque anni per tutte le altre contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria.

Ad maiora

IL PRESIDENTE     
Edmondo Duraccio

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/FC/GC

N° 08/2020 del 17/01/2020

L'Agenzia delle Entrate, con la risposta ad interpello n° 522 del 13 dicembre 2019, ha fornito chiarimenti sul trattamento e l'inquadramento di alcuni benefit riconosciuti nell'ambito di un piano di welfare aziendale.   L’Agenzia delle Entrate, con il documento di prassi in epigrafe, si è occupata del trattamento fiscale – c.d. “detassazione” – da applicare, […]

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N° 07/2020 del 16/01/2020

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N° 06/2020 del 15/01/2020

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N° 05/2020 del 14/01/2020

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N° 04/2020 del 10/01/2020

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N° 03/2020 del 09/01/2020

L'Inps, con il messaggio n° 4658 del 13 dicembre scorso, ha fornito ulteriori chiarimenti in relazione alle modalità di fruizione della indennità di disoccupazione NASPI in forma anticipata e rioccupazione con contratto di collaborazione.   L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, con il Messaggio n° 4658 del 13 dicembre 2019, fornisce indicazioni e chiarimenti in relazione […]

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N° 02/2020 del 08/01/2020

L’INPS con messaggio n. 4791 del 20 dicembre 2019, ha provveduto a fornire ulteriori precisazioni in merito alla richiesta da parte di imprese agricole dell’incentivo per l’assunzione di beneficiari di RdC   L’Inps, con messaggio n. 4791 del 20 dicembre 2019, ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alla procedura da seguire, per la richiesta dell’incentivo […]

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N° 01/2020 del 07/01/2020

L’INAIL pubblicato il bando ISI 2019. Ora si aspettano, entro il 31 gennaio 2020, gli avvisi regionali. Di seguito una disamina degli assi di interventi con i relativi importi finanziati.   Già con il numero 179 del 18 dicembre scorso, Vi avevamo dato contezza che l’Inail, sulla base della determinazione del CIV n° 17 del […]

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N° 181/2019 del 20/12/2019

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N° 180/2019 del 19/12/2019

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