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N. 19/2019 DEL 03/10/2019

SI E’ SVOLTA IL 18 SETTEMBRE SCORSO, PRESSO L’AUDITORIUM DEI CONSULENTI DEL LAVORO, L’ASSEMBLEA DEI RAPPRESENTANTI REGIONALI DEI DELEGATI ENPACL PER LA DISAMINA DEI CREDITI DEGLI ISCRITTI. VI HA PARTECIPATO, IN RAPPRESENTANZA DEI DELEGATI ENPACL DELLA REGIONE CAMPANIA, EDMONDO DURACCIO, CHE CI HA FATTO PERVENIRE UN ESAUSTIVO QUANTO INTERESSANTE REPORT INFORMATIVO CHE SOTTOPONIAMO ALLE VOSTRE RIFLESSIONI E CONOSCENZA NELL’AMBITO DI QUELLA TRASPARENZA, EFFICIENZA E COMUNICAZIONE CHE HA SEMPRE CARATTERIZZATO I DELEGATI ENPACL DELLA PROVINCIA DI NAPOLI SEMPRE AL SERVIZIO DELLA BASE

 

Nel numero 18 della presente Rubrica vi avevamo reso doverosa informativa circa la convocazione, a firma del Presidente del CdA Enpacl, Alessandro Visparelli, dell’Assemblea dei Rappresentanti Regionali per il giorno 18 settembre 2019 presso l’Auditorium dei Consulenti del Lavoro – Sede Enpacl, Roma, Viale del Caravaggio, 78, cui avrebbe partecipato, in rappresentanza dei Delegati della Campania il “nostro” Edmondo Duraccio.

Lo stesso ci ha fatto pervenire, come è suo solito, nel rispetto di quel mandato di rappresentanza, un esaustivo ed interessante report informativo relativo all’attuazione dell’ordine del giorno della seduta riguardante la situazione dei crediti dell’Enpacl nei confronti degli associati per contributo soggettivo.

 Ve la riportiamo testualmente:

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Gentili Delegati e Signori Presidenti dei CPO della Campania,

L’Assemblea dei Rappresentanti Regionali dei Delegati Enpacl (id: ARG) è stata convocata con Nota prot. N. 2019/0042017 del 04/09/2019 dal Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Ente, Alessandro Visparelli, per le ore 10:30 del 18 settembre 2019 presso l’Auditorium dei Consulenti del Lavoro sito in Roma, all’interno della sede dell’Ente, in Viale del Caravaggio, 78.

Non mi dilungo sul ruolo e funzione della predetta Assemblea se non per ribadirne quella referente nei rapporti con gli altri Delegati della Regione e per i lavori dell’Assemblea dei Delegati avendo sostituito, per tali incombenze, la Commissione Riforma. Per questo è composta da 1 Delegato per ciascuna Regione.

La convocazione suddetta è stata inviata by Pec al sottoscritto e, per conoscenza, a tutti i Delegati con l’indicazione del seguente o.d.g.:

  1. Analisi situazione dei crediti per contribuzione obbligatoria;
  2. Varie ed eventuali.

Alle ore 10:40 del 18 settembre 2019 presso l’Auditorium dei Consulenti del Lavoro, all’interno dello stabile dove sono ubicati sede ed uffici dell’Enpacl e del CNO con annesse Fondazioni, al Viale del Caravaggio, 78, Roma, hanno avuto inizio i lavori dell’Assemblea dei Rappresentanti Regionali dei Delegati dell’Enpacl per esaminare l’ordine del giorno de quo.

I presenti hanno apposto la loro firma sul Registro delle Adunate tenuto dalla Dott.ssa Rosalba Berlingeri che ha svolto anche le funzioni di Segretaria verbalizzante dell’Assemblea.

Erano presenti in rappresentanza delle Regioni o delle Province autonome:

 

NOME

REGIONE (O PROVINCIA AUTONOMA)

DE LAURENTIIS NICOLA

ABRUZZO

RECCHIA GAETANO

BASILICATA

TALARICO GIOVANNI

CALABRIA

DURACCIO EDMONDO

CAMPANIA

BORELLI ADELE

EMILIA ROMAGNA

BUDA CHRISTIAN

FRIULI VENEZIA GIULIA

MAGGIONI DANIELE

LIGURIA

DI NUNZIO POTITO

LOMBARDIA

MARMORE’ ANTOINETTE

MARCHE

TROTTA GIORGIO

MOLISE

FILIPPI NICOLA

PIEMONTE

COLANGELO FRANCESCO

PUGLIA

PIRINU GIUSEPPE

SARDEGNA

TRINGALE NATALE

SICILIA

RIFIUTI MARZIO 

TOSCANA

DE BERNARDO LORIS

PROV. AUTONOMA BOLZANO

ROAT DANIELA

PROV. AUT. DI TRENTO

LORETI MASSIMO

UMBRIA

BEGLIUOMINI PIERLUIGI

VALLE D’AOSTA –ASSENTE GIUSTIFIC.

LANZA FEDERICA

VENETO

BARGHINI BRUNO

LAZIO

 

Erano presenti, inoltre, il C.d.A. attraverso numerosi Consiglieri tra cui il campano Gianfranco Ginolfi nonché il Vice Presidente Pasquale Mazzuca, il D.G. Dott. Fabio Faretra e la Dottoressa Wanda Mazzi della Direzione Previdenza.

Per il CNO era presente il Segretario Francesco Duraccio.

Il Presidente Alessandro Visparelli, coadiuvato dal Direttore Generale, Dott. Fabio Faretra, ha dato inizio ai lavori dell’Assemblea dei Rappresentanti Regionali con un “sentito” ringraziamento per la presenza quasi totalitaria dei suoi componenti ricordandone la funzione, il ruolo e la fattiva e determinante collaborazione nel predisporre un testo, poi, condiviso dall’AdD (id. Assemblea dei Delegati) relativo alla Riforma dell’Ente del 2013.

Ha affermato che, scopo dell’odierna riunione doveva essere una disamina ed un’analisi, sia pure superficiale, per poi poter effettuare nei giorni successivi e per un periodo mediamente lungo, tante riflessioni coinvolgendo i Delegati di ciascuna regione onde, il 23 ottobre 2019, venire ad una nuova riunione con una proposta concreta non necessariamente da portare all’esame dell’assemblea dei delegati che si terrà il prossimo 28 novembre 2019 nel mentre, ben potrebbe essere portata all’assemblea di aprile 2020 purchè ponderata, esaminata al massimo in ogni sua parte.

La disamina e l’analisi con successiva riflessione e proposta riguarda l’entità dei crediti dell’ente per contribuzione previdenziale sia sotto il profilo della contribuzione soggettiva che per quella integrativa.

All’uopo, in ciascuna cartellina a disposizione dei rappresentanti regionali, erano riposti fogli con numerosi grafici e statistiche riguardanti la situazione debitoria senza ovviamente citarne i nominativi ma rappresentando le omissioni (id: morosità) per aree geografiche del Paese (Centro, Nord, Sud e singole Regioni), per fasce di età, per differenziazione di genere, per anzianità di iscrizione nonché per entità.

A parte, provvedo ad inviarle affinchè vi possa essere anche una vostra riflessione sulla “quaestio” in uno a quelle dei Delegati della vs. Provincia cui, gentilmente, farete pervenire il presente report informativo per, poi, farmi pervenire delle proposte “concrete” da portare avanti e riferire nella prossima riunione di ottobre.

 

Il Presidente Alessandro Visparelli, nell’introdurre la tematica alla nostra attenzione, ha fatto riferimento alle raccomandazioni del Collegio Sindacale e del Ministero del Lavoro, alla presentazione di ogni bilancio consuntivo nel quale vanno ad evidenziarsi i crediti cristallizzati per contribuzione obbligatoria soggettiva e quelli per la contribuzione integrativa, di essere vigili e solerti nel recupero dei crediti nonché il fondo svalutazione crediti che, prudenzialmente, tiene conto solamente di quelli relativi a colleghi che hanno cessato l’attività.

Da qui, la motivazione della riunione dei Rappresentanti Regionali per una disamina ed analisi del problema (id: del fenomeno).

Ha, dunque, parlato dell’operatività dell’Ente finalizzata al recupero del credito ed alla complessa macchina organizzativa a ciò dedicata diretta dalla Dottoressa Wanda Mazzi, Responsabile della Direzione Previdenza, cui ha dato la parola.

La Dottoressa Mazzi ha enunciato la complessa fase del “recupero crediti” nella quale operano dipendenti dell’Ente, legali esterni e loro corrispondenti sul territorio.

In primis c’è la procedura di accertamento che significa la conoscenza precisa del debito dell’associato per contribuzione pur con tutte le difficoltà introdotte dalla Riforma del 2013 che ha identificato nel reddito professionale la base imponibile su cui calcolare l’aliquota del 12% onde determinare la contribuzione dovuta con un minimale poco sopra i 2.000 euro nel mentre occorre la conoscenza del volume di affari per poter determinare il contributo integrativo (oggi del 4%) con un minimo di poco superiore ai 300 euro.

Esiste, comunque, una convenzione tra l’Ente e l’A.d.E. che serve per conoscere i dati da confrontare con quelli denunciati dagli associati in tema di reddito e volume di affari a metà di settembre di ciascun anno.

Per coloro, invece, che reiteratamente non inviano le dichiarazioni, anche se a zero, c’è la segnalazione ai CPO per il successivo intervento del Consiglio di disciplina territoriale mentre, come noto, è esclusa la potestas puniendi di tale Organo per coloro che sono morosi nell’adempimento dell’obbligazione contributiva.

Accertato quanto dovuto dall’iscritto, comparando i dati reddituali e volume di affari con le percentuali previste e defalcando gli acconti periodici sul minimale, si procede a lettera di diffida.

E qui è ammessa la possibilità di rateazione. Dal 2010 sono state presentate oltre 7.500 rateazioni, molte delle quali andate a buon fine, nel mentre 2.700 sono decadute per mancato pagamento della rata o della contribuzione corrente che costituiscono le condizioni essenziali per adempiere ratealmente alla propria obbligazione. Non basta, dunque, pagare solamente la rata del piano di ammortamento del debito ma occorre anche la correntezza contributiva.

Non andata a buon fine la diffida (id: con l’adempimento) o la rateazione (id: con il provvedimento di decadenza) si procede alla fase “giudiziale” per il recupero attraverso il procedimento monitorio (id: decreto ingiuntivo) da azionarsi presso il foro del debitore. Di fronte, poi, ad un titolo esecutivo non è consentito il ricorso alla rateazione.

I fascicoli giudiziali sono nel complesso oltre 12.400 ed interessano oltre 6.000 colleghi.

Il credito dei fascicoli giudiziali era pari, solo come sorta capitale, a 51 mln di euro che, con l’aggiunta di sanzioni ed interessi, arrivava al doppio.

Il recuperato è stato meno della metà e precisamente 22 mln di euro. Il debito più alto è di 65.000 euro ancora insoluto. Le esecuzioni sono 2.000.

La procedura giudiziale ha avuto un costo. Finora i legali sono costati 6 mln di euro dei quali i colleghi morosi hanno pagato 3,400 mln e a carico dell’Ente ci sono 2,600 mln di euro.

Tra le esecuzioni quella più che da riscontro positivo è il pignoramento bancario anche se si presentano numerosi casi di c/c senza alcuna cifra importante.

Il Presidente Visparelli ha ringraziato la Dottoressa Mazzi per la sua esposizione ed ha ricordato come, a decorrere dal 1 gennaio 2020, entrino in vigore le nuove disposizioni recentemente approvate dal Ministero del lavoro su deliberazione dell’Assemblea dei Delegati, in materia di rateazioni (84 rate, rata minima 100 euro, validità anche per le rateazioni scadute con provvedimento di decadenza), ravvedimento operoso e accertamento con adesione per cui il “fenomeno” va affrontato nuovamente per aversi definitivamente una platea di colleghi che siano in regola con l’arretrato contributivo ed in grado di versare il corrente.

Ha anche aggiunto che il problema è anche di carattere politico nel senso che investe il CNO che, ai sensi della legge 12/1979, propone provvedimenti per la previdenza degli iscritti.

Ha, quindi, con l’ausilio del D.G. Fabio Faretra, dato chiarimenti sui vari dati e grafici affermando che:

  1. Il problema alla nostra attenzione non doveva riguardare assolutamente i morosi incalliti e/o per scelta volontaria e consapevole che, proprio per questo, non meritavano alcun aiuto e ce n’erano nelle fasce dai 40.000 ai 50.000 euro.
  2. Doveva essere un punto di partenza comune per queste riflessioni la crisi economica del Paese dal 2008 fino al 2014/2015 e con stagnazione della ripresa negli anni successivi. Ciò ai fini di una valutazione circa la “momentaneità” della crisi finanziaria
  3. Preoccupava, invece, il dato relativo alla “morosità” delle colleghe pari al 27% su 11.815 e cioè 3.189 colleghe morose contro i 4.258 colleghi morosi pari al 31% su 13.578 iscritti;
  4. Le colleghe, infatti, si avviavano ad essere in numero superiore ai colleghi ed in un futuro prossimo la loro contribuzione sarebbe stata essenziale per pagare le pensioni essendo il nostro un sistema a ripartizione (id: con gli incassi correnti della contribuzione onoriamo il pagamento delle prestazioni);
  5. La sussistenza di Colleghe e Colleghi con “quasi” (ma con leggera prevalenza di “morosi” maschi) egual proporzione in difficoltà nelle fasce di anzianità professionali da 0 a 10 anni e da 10 a 20 anni;
  6. Calabria, Sicilia e Campania guidavano la classifica poco onorevole delle Regioni maggiormente morose;
  7. La situazione dei giovani che nella percentuale del 15% si arretravano nel primo quinquennio nel versamento contributivo, poi si cancellavano.

E’ stata, poi, la volta del Segretario del CNO che ha portato un indirizzo di saluto esprimendo alcune considerazioni sulla tematica in discussione.

Francesco Duraccio ha formulato i saluti e gli auguri di buon lavoro anche a nome della Presidente Calderone affermando che le problematiche esposte dal Presidente Visparelli abbisognavano, certamente, anche di una riflessione dell’Organo Politico vale a dire del CNO in quanto la “morosità” andava guardata essenzialmente sul lato dei bisogni dei colleghi reduci da una crisi durata oltre un decennio e che, pur tra alti e bassi, stentava a ripristinare i vecchi dati economici e di occupazione considerato che la nostra professione si basava  in gran parte su lavoro ed occupazione, gestione dei rapporti di lavoro donde non era da escludere una valutazione politica che riguardasse la morosità involontaria causata da stato di bisogno differenziandola da quella cronica, cosciente e voluta.

Per le prime valutazioni è stato dato inizio al dibattito cui, invero, hanno partecipato quasi tutti anche con doppi interventi durati fino alle ore 15:40 circa dopo che, per una frugale colazione di lavoro a buffet, i lavori sono stati interrotti dalle ore 13:30 alle ore 14:30.

Tra i numerosi interventi che ci sono stati sono emerse tante proposte o semplicemente prime ipotesi di approccio al problema.

Anche io sono intervenuto ricordando che:

  1. In sede di Commissione Riforma, nel 2011 e 2012, avevo, fortemente, caldeggiato una contribuzione “minima” (id: impostaci peraltro dal Ministero) non superiore ad € 2.000 (tenendo conto del reddito e dei volumi d’affari dei colleghi del Sud ed isole) laddove altre proposte oscillavano tra i 3.500 ed i 6.000 euro e qualcuno aveva anche detto che con un minimale alto avremmo fatto un po’ di pulizia;
  2. Avevamo fatto tutto il possibile, fin dal 2010, per avere un regolamento di rateazione che, solo, poi, nel 2020 sarebbe stato abbastanza favorevole per le condizioni che aveva ricordato già il Presidente Visparelli;
  3. L’aver previsto, dal 1/1/2020, la possibilità di riprendere precedenti rateazioni non completate, nonostante l’intervenuto provvedimento di decadenza, avrebbe consentito a tanti di riprendere a versare ratealmente a condizioni favorevoli;
  4. Occorreva distinguere i morosi momentanei per necessità o in difficoltà nei primi anni di professione da quelli volontari ai fini di una decisione;
  5. Parimenti importante era la circostanza dell’avvenuta o meno comunicazione annuale dei dati reddituali e volumi di affari;
  6. Si sarebbe potuto pensare ad una diversa graduazione della percentuale sul reddito del contributo soggettivo in rapporto alle fasce di iscrizioni con possibilità, stante il sistema contributivo, di versamenti aggiuntivi volontari;
  7. La soluzione che precede, ovviamente, doveva essere valutata anche da un attuario per vedere l’incidenza finanziaria sulle entrate dell’ente in rapporto ad una spesa previdenziale certa;
  8. Per i morosi “cronici e volontari” sarebbe stata giusta la cancellazione dall’Ordine dopo 5 anni di debito.

Da approfondire sia pur interessanti altre ipotesi di riflessione che sono state offerte:

  1. Esonero dall’iscrizione all’Enpacl per volumi di affari e reddito inferiori ad una certa cifra di guisa che il problema dei costi e dell’affermarsi nella professione nei primi anni di attività si risolvesse in modo indolore;
  2. Condono di interessi e sanzioni (rottamazione) e versamento rateale;
  3. Riduzione generalizzata delle sanzioni e interessi;

In altro intervento ho chiesto di conoscere la situazione reddituale e di volumi di affari delle varie Regioni ed il rapporto con gli iscritti. Spesso nelle ns. Regioni meridionali si verificano casi di colleghi che lavorano presso altri studi o presso commercialisti con regolare partita IVA e fatturazione e, di fatto, non sono in grado di versare contribuzione alla previdenza.

Alle ore 15:40 il Presidente Visparelli ha dichiarato la conclusione dei lavori ringraziandoci nuovamente.

Attendo vs considerazioni e quelle dei Delegati. 

Cordiali saluti

                                                                                                          Edmondo Duraccio      

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Ringraziamo il Presidente Edmondo Duraccio, nella sua qualità di Rappresentante dei Delegati di tutta la Campania, anche per aver ricordato il fattivo e determinante intervento suo e, di conseguenza, di tutti i delegati napoletani nel proporre fermamente, in Commissione Riforma, un contributo soggettivo minimale di € 2.000 annui in considerazione della minor clientela dei Consulenti del Lavoro del Sud e di un onorario non all’altezza della prestazione professionale che si è costretti ad accettare in regime di libera concorrenza ed in assenza di una tariffa valida.

Concordiamo con la sua analisi del problema.

Siamo sicuri che l’Assemblea dei Rappresentanti Regionali, dopo questa pausa di riflessione fino al 23 ottobre, porterà delle proposte concrete per un recupero della contribuzione soggettiva nei confronti di chi, effettivamente, sia un “moroso” temporaneo ed involontario.

Saluti

I delegati ENPACL della Provincia di NAPOLI

Duraccio Edmondo – Capaccio Francesco – Damiani Stefania – Di Nono Pietro – Triunfo Fabio

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