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N° 68/2018 del 15/05/2018

Con D.M. 28 dicembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale N. 64 del 17 marzo 2018, il Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha definito i limiti di spesa di iscrizione ai corsi di laurea e post-laurea di Università non statali ai fini della detraibilità dall’imposta lorda sui redditi per il 2017

 

Come noto, l'articolo 1, comma 954, lettera b), della legge di Stabilità 2016 (legge n. 208/2015) ha modificato l'articolo 15, comma 1, lettera e) del TUIR e ha previsto la detraibilità delle spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali, in misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del MIUR da emanare entro il 31 dicembre di ogni anno, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali.

Per la suddetta novella normativa, che è entrata in vigore a partire dall'anno d'imposta 2015, il succitato art. 15 comma 1, lettera e) del TUIR, ad oggi risulta così dettare. “1. Dall'imposta lorda si detrae un importo pari al 19 per cento dei seguenti oneri sostenuti dal contribuente, se non deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo: ………e) le spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali, in misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell'istruzione, dell’università e della ricerca da emanare entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali;….”

Orbene, anche quest’anno puntuale è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 64 del 17 marzo 2018, il Decreto MIUR del 28 dicembre 2017, con il quale è stato fissato il limite massimo detraibile per il 2017 delle tasse e dei contributi di iscrizione alle università non statali, ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. e), TUIR sopra riportato.

In particolare, il MIUR ha stabilito gli importi di riferimento per il periodo d’imposta 2017, in base:

  • all’area disciplinare di afferenza dei corsi (medica, sanitaria, scientifico-tecnologica e umanistico-sociale);
  • alla sede territoriale dei corsi in Regioni del Nord, Centro, Sud e Isole.

LIMITI DI SPESA DETRAIBILE TASSE UNIVERSITARIE

Per tutto quanto sopra per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta 2017, il Decreto MIUR ha confermato gli stessi tetti dell'anno scorso, per cui in relazione ai corsi di laurea, i limiti di spesa detraibile per il 2017, indicati nella seguente tabella, variano a seconda dell'area geografica nella quale è ubicata l'università e dell'area disciplinare cui appartiene il corso d'istruzione:

 

Area disciplinare corsi istruzione

Nord

Centro

Sud e
isole

Medica

€ 3.700

€ 2.900

€ 1.800

Sanitaria

€ 2.600

€ 2.200

€ 1.600

Scientifico-Tecnologica

€ 3.500

€ 2.400

€ 1.600

Umanistico-sociale

€ 2.800

€ 2.300

€ 1.500

 

Confermati i limiti di detrazione anche per i corsi post-laurea:

Spesa massima detraibile

Nord

Centro

Sud e
isole

Corsi di dottorato, di specializzazione e
master universitari di primo e di secondo livello

€ 3.700

€ 2.900

€ 1.800

!!! Attenzione !!!

Agli importi esposti nelle tabelle deve essere aggiunta, per il calcolo definitivo della detrazione, anche la tassa regionale per il diritto allo studio.

 

TIPOLOGIE DI SPESE ASSIMILABILI ALLE SPESE UNIVERSITARIE

È utile ricordare che rientrano tra le spese universitarie detraibili:

  • i contributi versati per la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea (Ris. n. 87/E/2008) e le spese sostenute per la frequenza della Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario (SSIS) in quanto trattasi di “corso di istruzione universitaria” (Ris. n. 77/E/2008);
  • i corsi tenuti dalle Università telematiche se istituite e riconosciute con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Ris. n. 6/E/2007);
  • le spese di iscrizione ai dottorati di ricerca in quanto rappresentano un titolo conseguito a seguito di uno specifico corso previsto dall’ordinamento universitario per consentire ai laureati di acquisire un grado di preparazione necessaria per svolgere attività di ricerca di alta qualificazione (Ris. n. 11/E/2010);
  • le spese sostenute per l’iscrizione ai conservatori di musica (Circ. 20/E/2011). La Legge n. 508 del 1999 ha posto il settore artistico allo stesso livello delle Università, qualificando tali istituzioni come sedi primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca nel settore artistico e musicale. La legge equipara ai Conservatori di Musica solamente gli Istituti musicali pareggiati e sono pertanto da escludere le spese per l’iscrizione agli istituti musicali privati.

 

CASI PARTICOLARI

Si rammenta che, per particolari spese universitarie, con la circolare n. 18/E/2016, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quanto segue:

  • ai fini della detrazione delle spese per frequenza all’estero di corsi universitari, occorre fare riferimento all’importo massimo stabilito per la frequenza di corsi di istruzione appartenenti alla medesima area disciplinare e alla zona geografica in cui ricade il domicilio fiscale del contribuente;
  • le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea in teologia presso le università Pontificie sono detraibili nella misura stabilita per corsi di istruzione appartenenti all’area disciplinare “Umanistico – sociale”. Per quanto concerne la zona geografica di riferimento si ritiene, per motivi di semplificazione, che questa debba essere individuata nella regione in cui si svolge il corso di studi anche nel caso in cui il corso sia tenuto presso lo Stato Città del Vaticano;
  • le spese per i corsi di laurea svolti dalle Università telematiche possono essere detratte, al pari di quelle per la frequenza di altre università “non statali”, facendo riferimento all’area tematica del corso e, per l’individuazione del limite geografico, alla regione in cui vi è la sede legale dell’Università.

Ad maiora

IL PRESIDENTE    
Edmondo Duraccio

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/FC/GC

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