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notizie dall’ordine n° 31/2020 del 20/03/2020

Sottoscritto ieri, 19 marzo 2020, l’accordo quadro della Regione Campania per la Cassa Integrazione in deroga (CIGD) prevista dall’art. 22 del Decreto Legge 17 marzo 2020 n.18. L’accordo contiene qualche “dimenticanza” e qualche “forzatura”. Inopinatamente escluse dal ricorso alla CIGD le imprese con più di 50 dipendenti. Prevista una “condivisione” con le OO.SS. I Consulenti del Lavoro non hanno sottoscritto l’Accordo quadro facendo presente tali “incongruenze”. L’ha, invece, firmato CONFPROFESSIONI. Il 18 marzo la Consulta dei Presidenti CPO aveva richiesto all’Assessore Sonia Palmeri un incontro per mettere a disposizione del “tavolo tecnico” un contributo di esperienza per un Accordo Quadro snello e semplificato.

 

D’accordo che l’art.22 del Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18 non eccelle per chiarezza ma, l’accordo quadro della Regione Campania in materia di Cassa Integrazione in deroga, varato ieri 19 marzo 2020, non ci ha soddisfatto e perciò non lo abbiamo sottoscritto pur essendo stati invitati a farlo.

Abbiamo, comunque, dialogato, con educazione istituzionale e senza polemica, con l’Assessore Regionale, Sonia Palmeri, sui punti dell’Accordo che non ci soddisfacevano.

Con altrettanta eduzione istituzionale, l’Assessore ha fatto presente che l’art. 22 era chiaro.

E pensare che il giorno prima, 18 marzo 2020, appena letto il D.L. 17 marzo 2020 n.18, art. 22, sulla CIGD e sugli accordi regionali abbiamo rivolto come Consulta dei Presidenti dei CPO della Campania, a firma del Coordinatore, Edmondo Duraccio, all’Assessore al Lavoro, Sonia Palmeri,  una richiesta di un incontro onde mettere a disposizione del tavolo tecnico il contributo d’idea dei Consulenti del Lavoro per un provvedimento che avesse le caratteristiche della semplicità, semplificazione senza troppa burocratizzazione, per venire incontro alle esigenze di imprese, aziende e lavoratori a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID- 19 che ha tanto influito sull’economia del Paese e sui rapporti di lavoro.

L’alleghiamo per una vostra riflessione (All.1).

Il giorno successivo, 19 marzo 2020, ci è stata recapitata una bozza di Accordo Quadro dove, interpretazione letterale alla mano del punto 3, venivano escluse le imprese con più di 50 dipendenti dal ricorso alla CIGD e veniva, per gli altri soggetti legittimati, imposta una “condivisione” della motivazione del ricorso alla CIGD come derivante da COVID-19.

Ecco come recita l’art. 3 dell’accordo quadro: “I datori di lavoro privati aventi diritto ad accedere alla CIG in deroga sono quelli per i quali non trovano applicazione le tutele previste in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro previsti dal D.Lgs. n. 148/2015 (Cigo, Cigs, Fis e Fondi di solidarietà) nonché dalle norme del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, limitatamente ai casi di accertato pregiudizio in conseguenza dei provvedimenti connessi all'emergenza epidemiologica da COVID-19”.

Oltre a questo, che è, poi, la cosa più grave, sui riflessi per aziende e lavoratori, c’’è quel termine “condivisione” che non ci è piaciuto.

Alleghiamo anche l’Accordo Quadro (All. 2)

Il nostro pensiero circa questa esclusione perpetrata dalla Regione Campania (peraltro nella relazione di accompagnamento al Decreto Legge non è così) è nella scarsità dei fondi messi a disposizione della CIGD per cui si è pensato di ridurre la platea dei destinatari.

Il nostro rincrescimento è dato anche dalla sottoscrizione dell’Accordo ad opera di CONFPROFESSIONI Campania che non ha sentito l’esigenza di rivolgersi all’ANCL Regionale, sicuramente esperta in materia, per un confronto ed un suggerimento.

Ora la parola passa ai nostri vertici del CNO che si rivolgeranno al Ministro del Lavoro per un maggior chiarimento circa la portata interpretativa dell’art. 22 e la relazione tecnica che ha accompagnato il Decreto.

Nelle more, le aziende commerciali con più di 50 dipendenti hanno solo una strada per risolvere la crisi con l’ausilio di ammortizzatori sociali: la CIGS.

Ovviamente il tutto alla luce delle modalità procedimentali, dei termini, del contributo aggiuntivo, previsti dalla Legge.

E, sicuramente non era questo l’intento del legislatore.

Né lo era quello del Premier che aveva annunciato:” Non lasceremo che vengano licenziati lavoratori”.

Le premesse erano apprezzabili, le attuazioni no!!

Non ci resta che attendere.

Buon lavoro.

Ad maiora

IL PRESIDENTE
EDMONDO DURACCIO

 

(*) Rubrica contenente informazioni riservate ai soli iscritti all’Albo dei Consulenti del Lavoro di Napoli. Riproduzione, anche parziale, vietata. Redazione a cura della Commissione Comunicazione Istituzionale del CPO di Napoli.

ED/FC

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