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notizie dall’ordine n° 39/2019 del 08/07/2019

DOPO AVERNE FATTO OGGETTO DI UNA MAGNIFICA TAVOLA ROTONDA AL FESTIVAL DEL LAVORO, LA TEMATICA DEL SALARIO ORARIO MINIMO CON LE OSSERVAZIONI DEL CONSIGLIO NAZIONALE E DELLA FONDAZIONE STUDI APPRODA PRESSO LA COMMISSIONE LAVORO DELLA CAMERA. NELL’AUDIZIONE DEL 1 LUGLIO SCORSO IL SEGRETARIO DEL CNO, FRANCESCO DURACCIO, E IL DIRETTORE GENERALE DEL CNO, DOTT. PAOLO PENNESI, HANNO ESPOSTO IL PENSIERO DELLA CATEGORIA CORREDANDOLO CON DATI IMPORTANTI SUL VERSANTE DEL COSTO DEL LAVORO E SUGLI ALTRI EFFETTI DERIVATI. ANCORA UNA VOLTA ESALTATO IL RUOLO DEI CONSULENTI DEL LAVORO, IN REGIME DI TERZIETA’, AL SERVIZIO DELLO STATO, IMPRESE E LAVORATORI.

 

Il 27 giugno scorso al RAMADA HOTEL NAPLES, nell’ambito della relazione del Presidente di accompagnamento del bilancio consuntivo 2018 è stato posto l’accento, in apposito capitolo, dell’importanza della “comunicazione” e del “ruolo dei Consulenti del Lavoro” molto lontano, ora, da “quelli delle buste paga”. In altri termini si è evidenziato, anche sul versante locale, il ruolo dell’ordinamento dei Consulenti del Lavoro, come terzo e neutrale, con la finalità di essere al servizio dello Stato, Imprese e Lavoratori.
Il salto di qualità, ormai ripetuto negli anni, principalmente con il Festival del Lavoro, cui fanno seguito sui territori ad opera dei CPO piccole ma significative ed analoghe manifestazioni, è dovuto a quella “comunicazione” intelligente che poggia su due elementi fondamentali: la terzietà ed il nostro essere un soggetto tecnico specializzato.
Al Festival del Lavoro 2019 al MI.CO di Milano c’è stata una disamina importante sul salario minimo orario all’esame degli organi legislativi con la rappresentazione dei costi maggiori cui le aziende andrebbero incontro a seguito dell’introduzione di tale “maggiore onere retributivo” nell’ambito della ulteriore contribuzione, da un lato, ma anche con gli effetti derivati come ad esempio il mancato ricorso a welfare aziendale o a premi di produttività.
Noi del CPO di Napoli ne abbiamo anche discusso nella prima tavola rotonda del VI Forum “Lavoro, Occupazione, Imprese & Libere Professioni” svoltosi il 9 maggio scorso alla Stazione Marittima non mancando di evidenziare, sul piano del diritto, una deviazione dai caratteri di proporzionalità rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato se tale salario unico, a prescindere dalla professionalità del lavoratore, dovesse essere comunque erogato a quanti non lo percepiscono.
Orbene, essendo in discussione alla Commissione Lavoro della Camera quattro risoluzioni sul salario minimo orario di 9 euro lordi, il nostro CNO (e la Fondazione Studi) è stato invitato in audizione “informale” per rendere il proprio pensiero sulla tematica de qua.
Il 1 luglio scorso una Delegazione del CNO composta dal Segretario, Francesco Duraccio, e dal D.G. del CNO, Dott. Paolo Pennesi
, hanno rappresentato il pensiero dei Consulenti del Lavoro in subiecta materia consegnando un corposo documento e rispondendo alle domande che sono state loro poste.
Per la ns. Categoria, alla luce dell’osservatorio privilegiato delle PMI, pur essendo condivisibile il tentativo di dare dignità economica al lavoro e combattere i fenomeni delle cooperative spurie o degli appalti illeciti di manodopera, l’introduzione normativa di un salario minimo legale non può non impattare sul costo del lavoro delle imprese italiane, soprattutto PMI. Ciò, comunque, in relazione alla discussione congiunta delle risoluzioni 7-00012 Rizzetto, 7-00215 Serracchiani, 7-00216 Segneri e 7-00234 Murelli, concernenti l’istituzione della retribuzione minima oraria. Secondo le stime elaborate dal CNO e esposte ed ampiamente rappresentate documentalmente, con un salario minimo a 9 euro lordi l’ora e per effetto del trascinamento verso l’alto delle retribuzioni già superiori a tale soglia, si potrebbe arrivare ad un costo del lavoro di circa 12 miliardi di euro, triplicato rispetto ai 4,3 miliardi stimati dall’Istat.
Fra gli effetti negativi dell’aumento generalizzato della retribuzione: una minore disponibilità di risorse per trattamenti retributivi aggiuntivi come premi di produzione e welfare aziendale, a discapito della produttività e del benessere organizzativo; l’aumento del prezzo di beni e servizi da parte delle imprese tenute ad affrontare nuovi costi, che potrebbe vanificare i benefici sui consumi e sul potere d’acquisto che la norma sul salario minimo tende a generare; situazioni di dumping sociale con i lavoratori europei, con una nuova ondata di delocalizzazioni e una diminuzione dei già bassi livelli di investimenti esteri in Italia; lavoro sommerso; livellamento indiscriminato delle diverse tipologie contrattuali e di lavoro. Per attenuare tali effetti, il Consiglio Nazionale dell’Ordine ritiene opportuno il pieno coinvolgimento delle parti sociali nell’identificazione del salario minimo, individuando tale importo quale quello derivante dal contratto collettivo nazionale stipulato dalle associazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative lasciando alle stesse anche il compito di individuare un salario minimo residuale nelle ipotesi di mancata applicazione dei contratti collettivi.
Inoltre, contro gli appalti illeciti sarebbe opportuno reintrodurre l’obbligo di equiparare le retribuzioni dei dipendenti dell’appaltatore a quelli dell’appaltante.
Ancora una volta abbiamo dimostrato la ns. vicinanza alle Istituzioni facendo emergere, anche in sede di audizione parlamentare, il ns. tecnicismo non disgiunto ad una terzietà nei rapporti tra le “parti” in contratto e fornendo dati importanti per una successiva riflessione di chi di dovere.
E su questo giova ripeterlo: la ns. Categoria esprime solo dei giudizi, osservazioni, contributi alle Istituzioni, di natura tecnica e contabile.
Il compito di varare le disposizioni spetta solamente alla politica.

Buon lavoro

Ad maiora

IL PRESIDENTE
EDMONDO DURACCIO

(*) Rubrica contenente informazioni riservate ai soli iscritti all’Albo dei Consulenti del Lavoro di Napoli. Riproduzione, anche parziale, vietata. Redazione a cura della Commissione Comunicazione Istituzionale del CPO di Napoli.

ED/FC

 

notizie dall’ordine n° 55/2020 del 26/05/2020

Il CNO ha fatto pervenire, con Nota Prot. 2020/0004319 del 25/05/2020, le informazioni integrative successive all’ultimo tavolo tecnico Commissione Consiliare CNO/Direzione Centrale INPS del 11/05/2020 comprensive di un interessante allegato riepilogativo. Offriamo il tutto alla vostra lettura e riflessione.   Il tavolo tecnico tra la Commissione Consiliare del CNO e la Direzione Centrale dell’INPS, svoltosi […]

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notizie dall’ordine n° 54/2020 del 25/05/2020

Prime conseguenze dell’esclusione dei liberi professionisti ordinistici da novero dei soggetti destinatari del contributo a fondo perduto ex art.25 del D.L. 19 Maggio 2020 n.34, c.d. Decreto “Rilancio”. I Commercialisti e Consulenti del Lavoro diserteranno la riunione dell’Agenzia delle Entrate sull’accesso ai contributi a fondo perduto.   Le libere professioni ordinistiche non hanno ancora digerito […]

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notizie dall’ordine n° 53/2020 del 21/05/2020

D.L. 19 Maggio 2020 n.34, c.d. Decreto “Rilancio”. I liberi professionisti iscritti in Casse di Previdenza Private, non hanno diritto al contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 del citato provvedimento mentre possono essere destinatari del Reddito di Ultima Istanza (art. 78 Decreto citato). Rabbia e delusione del C.U.P. e della R.P.T. per l’inaccettabile discriminazione. […]

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notizie dall’ordine n° 52/2020 del 20/05/2020

Tanto tuonò che piovve. In G.U. n. 128 del 19 maggio, Supplemento Ordinario n. 21, è stato pubblicato il D.L. 19 maggio 2020 n. 34. Trattasi del corposo provvedimento denominato “Rilancio” contenente misure in favore di imprese, lavoratori e famiglie per oltre 55 miliardi. Prorogata la CIGO, FIS e CIGD con passaggio di quest’ultima all’INPS […]

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notizie dall’ordine n° 51/2020 del 18/05/2020

Tavolo Tecnico INPS – Direzione Generale e Commissione Consiliare del CNO dell’11 maggio 2020 in modalità “videoconferenza”. Numerose le tematiche affrontate dalle Parti, tutte di grande attualità operativa, che vi riportiamo in modo testuale insieme alle “FAQ” diramate dall’Istituto per una rapida consultazione. Il Report informativo è stato inoltrato ai CPO con Nota Prot. 2020/0004177/COMUNICATI […]

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notizie dall’ordine n° 50/2020 del 15/05/2020

Emergenza epidemiologica da COVID-19 e divieti di “spostamento”. Il CNO comunica la validità del “tirocinio professionale” svolto, comunque, a distanza considerando la mancata frequenza dello studio come causa di forza maggiore e non come evento interruttivo del tirocinio ai sensi dell’art. 7 del Regolamento. Il chiarimento, peraltro più volte anticipato in videoconferenze da parte dei […]

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notizie dall’ordine n° 49/2020 del 13/05/2020

La Presidente del CNO, Marina Calderone, in previsione del varo del D.L. Maggio (c.d. Rilancio) si rivolge al Ministro del Lavoro, Sen. Nunzia Catalfo, auspicando il varo di provvedimenti razionali e celeri che consentano l’erogazione, in tempi brevi, di sostegni al reddito per le maestranze che non hanno ancora ripreso lavoro.   Che sia un […]

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notizie dall’ordine n° 48/2020 del 08/05/2020

La Dott.ssa Gabriella Alemanno, Direttrice dell’Agenzia Regionale delle Entrate, ha portato a conoscenza della Categoria dei Consulenti del Lavoro della Campania la necessità, a cagione del COVID-19, di utilizzo dei canali alternativi per richieste di servizi assistenza e informazioni.  Il tutto con Nota PEC Prot. 154858477 del 6 maggio scorso.   Tutti gli Uffici Pubblici […]

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notizie dall’ordine n° 47/2020 del 07/05/2020

Il 5 maggio scorso, in videoconferenza, Marina Calderone (C.U.P.) e Armando Zambrano (R.P.T.) hanno chiesto al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, maggiore sostegno per i liberi professionisti nei provvedimenti del Decreto “Maggio”. I professionisti sono 2,3 milioni e rappresentano il 12,6% del totale degli occupati. Anche a Napoli, il 4 maggio […]

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notizie dall’ordine n° 46/2020 del 06/05/2020

Interessante fotografia della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro in occasione dell’inizio della “FASE 2”. Si prevede che 4,4 mln di lavoratori riprenderanno servizio e che altri 2,7 mln continueranno a restare in casa. Di questi, purtroppo, solo il 62% riprenderà, poi, servizio. Dei lavoratori che riprenderanno il 4 maggio, per la FASE 2, parecchi saranno […]

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