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notizie dall’ordine n° 79/2019 del 06/11/2019

Il 23 ottobre scorso la Presidente del Consiglio Nazionale, Marina Calderone, ha incontrato il Ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, sul progetto di legge sull’autonomia regionale differenziata, sull’equo compenso e l’accesso ai fondi U.E. da parte dei liberi Professionisti. I suggerimenti e le proposte della Categoria per creare il lavoro nel Mezzogiorno.

 

E’ tempo di “legge di Bilancio” ma non v’è chi non veda la scomparsa, nei vari interventi politici nei workshop, delle parole “lavoro”, mezzogiorno”, “crescita”, “occupazione”, “investimenti”, “libere professioni”. Si parla di tasse, imposte, penalizzazione per l’uso del contante, manette agli evasori. Nulla che riguardi la redistribuzione con buona pace agli insegnamenti di Luigi Einaudi.

Ci pensa, allora, il Presidente del CNO, Marina Calderone, instancabile a tessere fili propositivi con tutte le forze politiche per il lavoro, occupazione, mezzogiorno e, trovandoci, anche per gli altri LAVORATORI che siamo noi, liberi professionisti, per l’ormai famoso “equo compenso” ovvero per l’accesso nostro ai fondi U.E. in quanto, pur essendo lavoratori del pensiero, siamo pur sempre entità economiche che diamo lavoro e muoviamo gli aridi numeri del PIL.

La ns. Presidente ha incontrato, il 23 ottobre scorso, il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, presso la sede di Via Stamperia.

Al centro del confronto il progetto di legge sull’autonomia regionale differenziata, l’equo compenso e l’accesso ai fondi UE ai liberi professionisti.

La Presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro ha evidenziato le difficoltà del mercato del lavoro, specie nel Mezzogiorno, ma anche il ruolo delle Regioni in questa materia specie alla luce dell’annunciata volontà politica del Ministro di completare entro il 2019 la legge quadro sull’autonomia differenziata.

Fedele al ruolo di essere al servizio dello Stato, Imprese e Lavoratori, nell’ambito di quella terzietà e sussidiarietà, la Presidente Calderone ha fatto presente all’illustre interlocutore l’urgenza di creare nuova occupazione nel Mezzogiorno attraverso investimenti mirati a impedire l’abbandono dei territori da parte di imprese e giovani talenti.

A tal proposito, è stata evidenziata la necessità di una regia unica a livello nazionale per quanto riguarda la gestione del sistema delle politiche del lavoro e del reddito di cittadinanza.

In base all’articolo 117 della Costituzione, infatti, su queste materie incide a vario titolo la legislazione concorrente fra Stato e Regioni. Secondo i Consulenti del Lavoro, è fondamentale che, l’annunciata autonomia differenziata non accentui il divario produttivo e occupazionale fra Nord e Sud del Paese. Il progetto portato avanti dal ministro Boccia, semmai, potrebbe essere l’occasione per provare a omogeneizzare su tutto il territorio nazionale la gestione delle politiche attive, i servizi per l’impiego e la sicurezza sul lavoro.

Necessario, infine, secondo Marina Calderone, un sistema di integrazione fra pubblico e privato più solido ed efficiente e un rilancio degli investimenti per stimolare la domanda di lavoro nei territori del Sud.

La Presidente ha poi parlato, in conclusione, dei liberi professionisti. Ha affrontato il tema dell’accesso ai fondi europei da parte dei liberi professionisti.

I Consulenti del Lavoro hanno chiesto maggiore apertura da parte delle Regioni dei bandi comunitari agli iscritti agli ordini. Infine, ha trattato nuovamente il tema dell’equo compenso.

A circa due anni dall’introduzione dell’equo compenso per i professionisti, sostenuto proprio da Francesco Boccia in qualità di Presidente della Commissione bilancio della Camera durante l’iter di approvazione del D.L. n. 148/2017, poi modificato dalla Legge di Bilancio 2018, la piena affermazione di questo principio resta lontana.

Tuttavia alcune Regioni (Calabria, Puglia, Sicilia, Toscana, Lazio, Molise e Campania) hanno provveduto ad emanare autonome normative in materia di equo compenso e di tutela delle prestazioni professionali. Le stesse, seppur apprezzabili nell’intenzione e in molti casi anche in termini di contenuto, prevedono però livelli di tutela differenti.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha, perciò, evidenziato la necessità un atto di indirizzo che tenda ad uniformare gli interventi normativi nelle diverse regioni. Introducendo l’obbligo, per tutte le strutture regionali, per gli enti strumentali e per le società controllate, di prevedere negli atti relativi alle procedure di affidamento di incarichi che i compensi professionali siano determinati sulla base dei parametri stabiliti dai decreti ministeriali adottati per le specifiche professioni e che gli stessi, così individuati, siano utilizzati quale criterio o base di riferimento per determinare l’importo a base di gara.

Siamo in piena sintonia!!!

Buon lavoro

Ad maiora

 IL PRESIDENTE
EDMONDO DURACCIO

 

(*) Rubrica contenente informazioni riservate ai soli iscritti all’Albo dei Consulenti del Lavoro di Napoli. Riproduzione, anche parziale, vietata. Redazione a cura della Commissione Comunicazione Istituzionale del CPO di Napoli.

ED/FC

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