Il Portale per i CDL di Napoli - Organo Ufficiale dell'Ordine

 
N° 01/2022 del 10/01/2022

Le cessioni di beni verso consumatori finali UE concorrono alla formazione del plafond per gli esportatori abituali e non precludono la possibilità del rimborso o compensazione del credito IVA trimestrale.

 

L'Agenzia delle Entrate con la risposta ad Interpello n° 802 del 9 dicembre 2021, chiarisce che l'applicazione del regime OSS (One Stop Shop), con decorrenza dal 1° luglio 2021, non incide sulla determinazione dei requisiti per richiedere il rimborso/compensazione IVA trimestrale ovvero per l'acquisizione dello status di esportatore abituale.
L'istanza reca il caso prospettato da una società contribuente che esercita in via secondaria l'attività di commercio di prodotti via internet qualificata come commercio elettronico indiretto. Per quanto attiene alle vendite a distanza intracomunitarie effettuate nei confronti di persone fisiche non soggetti passivi, la società recentemente ha optato per l'applicazione del regime OSS (One Stop Shop), con decorrenza dal 1° luglio 2021. In ragione di tale circostanza, la società ha chiesto se sia corretto proseguire a fatturare le operazioni di cessione di beni nei confronti di soggetti privati europei anche in data successiva al 1° luglio 2021, data di avvio dell'OSS, ovvero se le modalità di fatturazione debbano cambiare.
In particolare, la società ha evidenziato come, a seguito dell'opzione per l'applicazione dell'OSS, le operazioni in esame non vengano incluse nella liquidazione periodica IVA, nella comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE), nel modello IVA TR, nella dichiarazione IVA annuale, in quanto già comunicate nella dichiarazione periodica da inviare tramite lo sportello unico. Tale circostanza inciderebbe, pertanto, in maniera sostanziale sulla determinazione dei requisiti per richiedere il rimborso/compensazione IVA trimestrale ovvero per l'acquisizione dello status di esportatore abituale.
Sul punto, i tecnici dell'Agenzia delle Entrate hanno preliminarmente ricordato la profonda e complessa riforma della disciplina IVA unionale sulle operazioni B2C  (Business to Consumer), a far data dal 1° luglio 2021, finalizzata alla semplificazione degli adempimenti cui gli operatori sono tenuti per l'assolvimento dell'imposta sui servizi resi in ambito UE a committenti non soggetti passivi, sulle vendite a distanza intracomunitarie di beni, sulle cessioni di beni con partenza e arrivo nel territorio dello stesso Stato membro facilitate da interfacce elettroniche e sulle vendite a distanza di beni importati da territori terzi o Paesi terzi.
Lo scopo della nuova disciplina è quello di applicare in modo generalizzato il principio di tassazione nel paese di consumo, di superare il regime delle soglie precedentemente previsto per le vendite a distanza intraeuropee (permane una soglia per i soggetti passivi che effettuano cessioni o prestazioni intracomunitarie per un valore totale annuo massimo di 10.000 euro, ai quali è consentito di applicare l'IVA del proprio Stato membro) e di eliminare la soglia di esenzione dall'IVA all'importazione per i beni di valore inferiore ai 22 euro. I soggetti che aderiscono al regime opzionale possono iscriversi al portale dell'Agenzia delle Entrate OSS UE e sono dispensati dagli obblighi di fatturazione, liquidazione e dichiarazione. Il soggetto passivo che si avvale del regime speciale OSS UE è tenuto, pertanto, a conservare una "documentazione" delle operazioni effettuate, sufficientemente dettagliata da consentire all'amministrazione fiscale dello Stato membro di consumo di verificare la correttezza della dichiarazione IVA. In buona sostanza, al fine di documentare le operazioni effettuate nel contesto dei regimi speciali in discussione non è prevista la tenuta della documentazione ordinaria, né è obbligatoria la fatturazione, stante la dispensa dagli obblighi documentali.
Sotto un profilo sostanziale, invero, i tecnici dell'Agenzia delle Entrate hanno ritenuto condivisibile il dubbio del contribuente circa il riconoscimento dell'agevolazione prevista per gli esportatori abituali anche ai soggetti che effettuano le vendite a distanza di cui trattasi ed hanno ritenuto che la dispensa dagli adempimenti per i soggetti che si avvalgono del regime speciale OSS UE sembra riguardare esclusivamente le dinamiche dichiarative e documentali del regime stesso e non può valere anche nel contesto dell'adozione, seppur concomitante, di strumenti definiti in ambito nazionale e connaturati da esigenze di controllo diverse.
Deve, pertanto, rilevarsi come, in assenza di interventi normativi di segno opposto, i soggetti che effettuano vendite a distanza intracomunitarie, anche se dichiarano e versano l'IVA mediante il regime OSS UE, per potersi avvalere della possibilità di acquistare senza pagamento dell'IVA ai sensi dell'art. 8, DPR 633/72 e dei requisiti per ottenere i rimborsi trimestrali ex art. 38bis dello stesso decreto, debbano (in aggiunta alla documentazione delle operazioni secondo le regole previste nell'ambito del regime speciale unionale) continuare ad adottare le modalità di fatturazione e contabilizzazione delle vendite a distanza stabilite dalla normativa nazionale in via ordinaria.

Ad maiora

IL PRESIDENTE 
Edmondo Duraccio

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/PDN

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