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N° 144/2022 del 28/07/2022

L'Agenzia delle Entrate fornisce indicazioni relative al bonus carburanti, una tantum, erogabile dai datori di lavoro privati, compresi i professionisti ai loro dipendenti.

 

L'Agenzia delle Entrate con la Circolare N. 27/E del 14 luglio 2022, specifica ambito oggettivo e modalità di applicazione del c.d. bonus carburante – art. 2 del decreto-legge 21 marzo 2022, n°21.
In particolare, il documento di prassi ricorda che la speciale misura prevede, soltanto per il periodo d’imposta 2022, la possibilità per i datori di lavoro privati di erogare ai propri lavoratori dipendenti buoni benzina, o titoli analoghi, esclusi da imposizione fiscale ai sensi dell’articolo 51, comma 3, del TUIR, per un ammontare massimo di euro 200 per lavoratore.
Dal punto di vista dell'ambito soggettivo, restano escluse le pubbliche amministrazioni, mentre sono compresi tutti i datori di lavoro privati e, pertanto, anche i soggetti che non svolgono un’attività commerciale e i lavoratori autonomi, sempre che dispongano di propri lavoratori dipendenti.
In merito alla specifica categoria di lavoratori dipendenti destinatari dei buoni benzina, la disposizione agevolativa in esame non effettua espressamente delle distinzioni e non pone alcun limite reddituale per l’ammissione al beneficio. Inoltre, considerato che la norma si riferisce genericamente ai "lavoratori dipendenti", al fine di individuare i potenziali beneficiari dei buoni benzina in parola, rileva la tipologia di reddito prodotto, ossia quello di lavoro dipendente.
Vista la ratio della norma – volta ad indennizzare i dipendenti di datori di lavoro privati dei maggiori costi sostenuti a seguito dell’aumento del prezzo dei carburanti – il documento di prassi specifica che i buoni in esame possano essere corrisposti dal datore di lavoro sin da subito, nel rispetto dei presupposti e dei limiti normativamente previsti, anche ad personam, senza necessità di preventivi accordi contrattuali.
Sempre dal punto di vista soggettivo, il costo connesso all’acquisto dei buoni carburante in commento è integralmente deducibile dal reddito d’impresa, ai sensi dell'art. 95 del TUIR.
Quanto all'ambito oggettivo della speciale misura, i buoni benzina in esame sono erogazioni corrisposte dai datori di lavoro privati ai propri lavoratori dipendenti per i rifornimenti di carburante per l’autotrazione (come benzina, gasolio, GPL e metano), ovvero titoli analoghi per la ricarica elettrica di autoveicoli. Ai fini della tassazione, la norma in commento riconduce i buoni benzina nell’ambito di applicazione dell’articolo 51, comma 3, ultimo periodo, del TUIR, secondo cui non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se, complessivamente, di importo non superiore, nel periodo d’imposta, a euro 258,23; se il valore in questione è superiore a detto limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito.
Ciò premesso, la relazione illustrativa dell’articolo 2 del d.l. n. 21 del 2022 precisa che il bonus benzina di euro 200, sottoposto comunque alla disciplina dell’articolo 51, comma 3 del TUIR, rappresenta un’ulteriore agevolazione rispetto a quella generale già prevista dal medesimo articolo 51, comma 3. La circostanza che il lavoratore dipendente già usufruisca di altri beni e servizi non osta, quindi, all’applicazione della disciplina in esame.
Ne consegue che, al fine di fruire dell’esenzione da imposizione, i beni e i servizi erogati nel periodo d’imposta 2022 dal datore di lavoro a favore di ciascun lavoratore dipendente possono raggiungere un valore di euro 200 per uno o più buoni benzina ed un valore di euro 258,23 per l’insieme degli altri beni e servizi (compresi eventuali ulteriori buoni benzina).
Inoltre, in base al principio di "cassa allargata" si ritiene che l’esenzione di cui all’art. 2 del d.l. n. 21 del 2022 in commento trovi applicazione per i buoni o i titoli analoghi assegnati ai dipendenti nel corso dell’anno 2022 e nei primi 12 giorni dell’anno 2023, indipendentemente dal loro utilizzo in periodi successivi.
Da ultimo, il "buono benzina", inizialmente qualificato come erogazione "a titolo gratuito", effettuata dal datore di lavoro al proprio dipendente, è stato oggetto di modifica con la legge di conversione del medesimo d.l. n. 21 del 2022 che ha eliminato la locuzione "a titolo gratuito", di conseguenza, non si esclude la possibilità che l’erogazione degli stessi buoni sia effettuata per finalità retributive, in base ad accordi contrattuali, in sostituzione di premi di risultato.

Ad maiora

IL PRESIDENTE
Edmondo Duraccio

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

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