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N° 167/2022 del 22/09/2022

La mera dimenticanza in fase dichiarativa della compilazione del quadro per la rivalutazione dei beni di impresa non fa venir meno gli effetti della particolare misura se comunicata mediante dichiarazione integrativa.

 

L'Agenzia delle Entrate con la risposta ad Interpello n°443 del 2 settembre 2022, chiarisce che è possibile rimediare alla omessa compilazione del quadro RQ della dichiarazione dei redditi per l'anno d'imposta 2020 avvalendosi dell'istituto della "remissione in bonis".

Con il quesito posto, l'istante ha specificato di essersi avvalso delle disposizioni di cui all'art. 110, comma 8, del D.L. 14 agosto 2020 n°104 per il riallineamento fiscale dell'immobile industriale sede della propria attività con conseguente versamento dell'imposta sostitutiva come previsto dalla norma citata.

Tuttavia, per un mero errore materiale, non ha comunicato l'esercizio dell'opzione per il citato riallineamento, omettendo di compilare il rigo RQ101, colonna 1 e colonna 2, del quadro RQ della dichiarazione dei redditi per l'anno d'imposta 2020 (modello Redditi SC 2021), tempestivamente presentata. La citata omissione non è stata sanata con una dichiarazione integrativa entro 90 giorni dalla scadenza dei termini ordinari di presentazione.

Ciò premesso, l'istante ha chiesto se l'omessa comunicazione dell'opzione – da esercitare nella dichiarazione relativa al periodo d'imposta 2020 – possa produrre la decadenza dal beneficio del riallineamento del valore fiscale dell'immobile, ovvero se sia possibile riprodurre il quadro con il nuovo modello Redditi SC 2022.

I tecnici dell'Agenzia delle Entrate, hanno preliminarmente  ricordato che il D.L. 14 agosto 2020 n°104, in ordine alle disposizioni in materia di rivalutazione dei beni d'impresa ed alla facoltà di procedere all'adeguamento dei valori fiscali ai maggiori valori dei beni relativi all'impresa che risultano iscritti nel bilancio (c.d. "riallineamento"), ripropone, con alcune modifiche e con espresso rinvio, il regime opzionale del riallineamento dei valori fiscali dei beni d'impresa già previsto dalla legge n°342/2000. Pertanto, trovano applicazione, in quanto compatibili, molti dei chiarimenti contenuti nei documenti di prassi già emanati sull'argomento; in particolare è stato già chiarito (Cfr. Circolare AdE n°14/2017) che, ai fini del perfezionamento dell'opzione per la rivalutazione, rileva la corretta compilazione del quadro RQ della dichiarazione annuale in cui l'opzione stessa è esercitata, mentre non conta a tal fine il versamento dell'imposta sostitutiva che, se omesso, insufficiente e/o tardivo, è oggetto di iscrizione a ruolo in sede di liquidazione della dichiarazione stessa.

Ciononostante, ha chiarito il documento di prassi, si ritiene che sia possibile rimediare all'omessa compilazione della dichiarazione annuale avvalendosi dell'istituto della "remissione in bonis" ex art. 2, D.L. n°16/2012 che consente la fruizione di benefici di natura fiscale o l'accesso a regimi fiscali opzionali anche nel caso in cui il contribuente non adempia, nei tempi previsti, agli obblighi di preventiva comunicazione o a qualunque altro adempimento di natura formale previsto dalla legislazione vigente, sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore dell'inadempimento abbia avuto formale conoscenza.

Il contribuente può fruire di benefici di natura fiscale e accedere ai regimi fiscali opzionali laddove:

a) abbia i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento;

b) effettui la comunicazione ovvero esegua l'adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile;

c) versi contestualmente l'importo pari alla misura minima della sanzione stabilita ex art. 11, comma 1, D.Lgs. n°471/1997, pari a euro 250,00.

La previsione normativa è tesa ed interviene al fine di salvaguardare il contribuente in buona fede e quindi esclude che il beneficio possa essere fruito nei casi relativi ad un mero ripensamento, ovvero una scelta a posteriori basata su ragioni di opportunità. A tal fine occorre infatti valutare la fattispecie occorsa, come nel caso in specie, laddove il contribuente ha avvalorato la propria posizione versando la prima delle tre rate dell'imposta sostitutiva dovuta nella misura del 3% del valore riallineato.

Il documento di prassi, da ultimo, non ha omesso di considerare che il modello Redditi SC 2022 non riporta il quadro RQ101 nella formulazione presente, invece, nel modello Redditi SC 2021, con ciò determinando l'impossibilità di riproduzione e invio. Ebbene, l'istante potrà avvalersi della "remissione in bonis" esercitando, in via eccezionale, nel quadro RQ, l'opzione per il riallineamento in parola tramite una dichiarazione integrativa relativa all'anno d'imposta 2020 (modello redditi SC 2021). Detta dichiarazione andrà, in ogni caso, presentata entro e non oltre il termine di presentazione della prima dichiarazione utile successiva a quella in cui l’opzione avrebbe dovuto essere tempestivamente esercitata, e congiuntamente andrà versata la sanzione pari a 250,00 euro, senza possibilità di avvalersi della compensazione o delle riduzioni disposte ex art. 11, comma 1, D.Lgs. n°471/1997.

Ad maiora

IL PRESIDENTE
Edmondo Duraccio

 

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

 

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