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N° 192/2021 del 23/11/2021

Il Tar Lazio, ordinanza n° 5705 del 20 ottobre 2021, ha statuito che l’obbligo del green pass per il personale scolastico è in linea con i principi costituzionali e che, peraltro, il datore di lavoro non è tenuto a sostenere i costi del tampone in favore dei dipendenti sprovvisti della certificazione verde.

 

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione III Bis), con ordinanza n° 5705 del 20 ottobre 2021, ha respinto l’istanza di annullamento, promossa da alcuni appartenenti alla categoria del personale scolastico, avverso una serie di disposizioni previste dalla nota del Ministero dell’istruzione n° 1237 del 13 agosto 2021 avente ad oggetto il Decreto-legge n° 111/2021 recante “Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti”.

Oggetto della contestazione sono state le prescrizioni in materia di green pass e in particolare:

  • l’obbligo di possesso e il dovere di esibizione del green pass per il personale scolastico (punto n. 4);
  • l’obbligo di verifica del possesso della certificazione verde ad opera dei dirigenti scolastici e dei responsabili di servizi educativi dell’infanzia e delle scuole paritarie nei confronti di chiunque sia in servizio a qualunque titolo (punto n. 5);
  • le conseguenze in materia di mancata esibizione e/o possesso del documento (punti n. 6 e 7).

In primo luogo, il TAR Lazio ha escluso qualsiasi possibilità di annullamento, sussistendo un nesso di dipendenza diretta tra la circolare impugnata e la fonte legale (id. D.L. 111/2021) che, ad oggi, non manifesta dubbi di legittimità costituzionale.

A tal proposito, infatti, non emerge alcuna violazione degli artt. 41 e 32 Cost. L’obbligo di possesso congiuntamente all’esibizione della certificazione verde per l’accesso agli istituti scolastici non si pone in contrasto con la libertà di iniziativa economica privata – tanto più se si tiene in considerazione che quest’ultima deve potersi svolgere in osservanza di un criterio di sicurezza; parimenti può dirsi sulla salvaguardia dell’integrità fisica e psichica – intesa nel suo senso negativo quale rifiuto di trattamenti sanitari obbligatori – in virtù della pluralità di condizioni determinanti l’ottenimento, seppur temporaneo, del GP. Sicché, tanto la guarigione dall’infezione Sars-Cov2 da non più di sei mesi, quanto l’esibizione di un tampone negativo in corso di validità sono ad oggi soluzioni alternative all’inoculazione del vaccino e consentono libero accesso all’interno delle scuole. Sul punto però si chiarisce che, il costo sostenuto per ottenere la certificazione verde tramite tampone non può ricadere sul datore di lavoro, poiché l’esibizione della certificazione verde non è richiesta esclusivamente all’interno dei luoghi di lavoro così come previsto dal D.Lgs. 81/2008 per i D.I.P., ma anche in tutti gli altri luoghi indicati dalla normativa vigente, allargando la platea dei destinatari dai lavoratori alla collettività globalmente intesa.

Quanto alle eventuali violazioni della privacy attese durante il processo di controllo da parte dei dirigenti scolastici o delle figure demandate alla verifica del possesso del GP, il TAR ha rammentato che il Garante ha già riscontrato congruenza con le indicazioni fornite a riguardo del trattamento dei dati personali.

Spostando poi l’attenzione sul piano delle conseguenze derivanti dalla mancata esibizione e/o dal mancato possesso della certificazione verde, è stato rilevato come il pregiudizio lamentato per “l’automatismo nell’irrogazione della sanzione disciplinare della sospensione dal lavoro dopo cinque giorni consecutivi di assenza per mancato possesso della certificazione verde è solo potenziale e, peraltro, la sua concretizzazione postulerebbe l’effettiva adozione di un provvedimento disciplinare sulla cui legittimità, dopo la privatizzazione del pubblico impiego, il sindacato spetta al giudice del lavoro e non al giudice amministrativo.”

Infine, sono state ritenute infondate anche le contestazioni sulla possibilità che la categoria del personale scolastico non rientrerebbe tra quelle particolari professioni per cui la legge ha già previsto, per determinate patologie, un obbligo vaccinale.

Il Tar, sul punto, ha sottolineato che nel nostro ordinamento non è stato introdotto alcun obbligo vaccinale anti Sars-Cov-2 per nessuna categoria di consociati, senza contare che il rilascio della certificazione verde per l’accesso al lavoro può essere ottenuto non necessariamente mediante l’inoculazione del vaccino.

Ad maiora     

IL PRESIDENTE

Edmondo Duraccio

 

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/FC

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