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N° 194/2021 del 25/11/2021

Le nuove dichiarazioni IVA “OSS” e “IOSS” a regime dopo il primo invio dei dati relativi al terzo trimestre 2021

 

Con il D.lgs n. 83/2021 di recepimento degli art. 2 e 3 della Direttiva UE n. 2017/2455 in materia di Imposta sul Valore Aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni, sono entrati in vigore anche nel nostro paese i regimi opzionali “OSS” (id: One Stop Shop) e “IOSS” (id: Import One Stop Shop).

Il regime OSS

Il regime OSS è un regime opzionale a cui possono aderire i titolari di partita IVA che vendendo beni o servizi a privati in altri stati membri dell’UE, preferiscono fare un’unica dichiarazione IVA e un unico versamento.

Il regime de quo risulta molto interessante soprattutto se si effettuano vendite verso tanti stati diversi, in quanto, in caso di vendita a clienti francesi, tedeschi, portoghesi, spagnoli, ecc., sarebbe obbligatorio registrarsi presso ognuna di queste nazioni, fare una dichiarazione IVA ed il relativo pagamento distinto per ogni stato.

Il regime OSS dà attuazione al c.d. “VAT e-commerce package”, che rappresenta una priorità all’interno del più ampio Digital Single Market Strategy, uno dei pilastri della riforma globale dell’IVA rappresentata dalla Commissione europea nel VAT action plan del 2016.

L’entrata in vigore è stata posticipata al 1° luglio 2021 in considerazione degli effetti negativi della pandemia da Covid-19 ed in questo regime confluirà anche quello del “MOSS” (id: Mini one stop shop), non più utilizzabile. Infatti, i soggetti iscritti al MOSS alla data del 30 giugno 2020 sono stati automaticamente registrati al nuovo sistema OSS a partire dal 1° luglio 2021.

I regimi OSS/IOSS, in pratica, introducono un sistema europeo di assolvimento dell’IVA, centralizzato e digitale, che, ampliando il campo di applicazione del MOSS, concernente solo i servizi elettronici, di telecomunicazione e di tele radiodiffusione, ricomprendendo tutte le seguenti transazioni:

  • vendite a distanza di beni importati da territori terzi o Paesi terzi, ad eccezione dei beni soggetti ad accise, effettuate da fornitori o tramite l'uso di un'interfaccia elettronica;
  • vendite a distanza intracomunitarie di beni effettuate da fornitori o tramite l'uso di un'interfaccia elettronica;
  • vendite nazionali di beni effettuate tramite l'uso di un'interfaccia elettronica;
  • prestazioni di servizi da parte di soggetti passivi non stabiliti nell'UE o da soggetti passivi stabiliti all'interno dell'UE ma non nello Stato membro di consumo a soggetti non passivi (id: consumatori finali).

La soglia delle vendite

Per aderire al regime OSS l’attività deve superare la soglia di vendite annua di 10.000 euro (IVA esclusa).

Riepilogo requisiti

Riepilogando, i requisiti per aderire al regime OSS sono quindi i seguenti:

  • Titolarità di partita IVA;
  • Vendere direttamente a privati. Quindi non si considerano le vendite ad altre imprese e/o titolari di partita IVA, ma solo le vendite verso soggetti privati, consumatori finali;
  • Superare la soglia di 10.000 euro di vendite a privati (IVA esclusa). Quindi la soglia è complessiva, non 10.000 euro a cliente, ma per tutte le vendite ai clienti privati effettuate verso altri Paesi UE.

Il regime IOSS

Dallo scorso 1° luglio 2021, l'IVA è dovuta su tutti i beni commerciali importati nell'UE indipendentemente dal loro valore, e di conseguenza è stato creato un regime speciale per le vendite a distanza di beni importati da territori terzi o paesi terzi nell'UE per agevolare la dichiarazione e il pagamento dell'IVA dovuta sulla vendita di beni di modesto valore.

Il regime opzionale IVA IOSS è infatti stato previsto per le vendite a consumatori finali di beni importati da paesi terzi in spedizioni di valore non superiore a 150,00 euro.
Possono accedere al regime, direttamente o tramite un rappresentante fiscale:

  • i soggetti passivi domiciliati nel territorio dello Stato o ivi residenti che non abbiano stabilito il domicilio all'estero;
  • soggetti passivi domiciliati o residenti fuori dell'Unione europea che dispongono di una stabile organizzazione nello Stato;
  • soggetti passivi domiciliati o residenti fuori dell'Unione europea non stabiliti in alcuno Stato membro dell’Unione europea:    

    • i soggetti passivi stabiliti in paesi terzi (con il quale l’Unione europea non ha concluso un accordo di assistenza reciproca di portata analoga alla direttiva 2010/24/UE del Consiglio e al regolamento UE n. 904/2010), che non dispongono di una stabile organizzazione nello Stato.

Se si opta per l'IOSS, l'importazione di beni di valore intrinseco non superiore a 150 euro nell'UE è esente da IVA.  Tale imposta è dovuta come parte del prezzo di acquisto dall'acquirente da versare per il tramite dello sportello unico per le importazioni (id: IOSS). Il ricorso a tale regime speciale non è sempre opzionale e non obbligatorio.

Dichiarazione IVA OSS/IOSS

I soggetti passivi IVA che si avvalgono dei regimi opzionali, nella versione “Ue” o “non Ue”, sono tenuti a riepilogare trimestralmente le operazioni effettuate nell’ambito del regime medesimo, presentando una dichiarazione in via telematica nello Stato membro di identificazione entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento, anche in assenza di operazioni.

La Dichiarazione de qua ha cadenza trimestrale e le scadenze per presentarle sono le seguenti:

  • 30 aprile, per il trimestre che termina il 31 marzo;
  • 31 luglio, per il trimestre che termina il 30 giugno;
  • 31 ottobre, per il trimestre che termina il 30 settembre;
  • 31 gennaio, per il trimestre che termina il 31 dicembre.

Pertanto, i soggetti che hanno optato per il regime già a partire dallo scorso 1° luglio, devono aver effettuato entro lo scorso 31 ottobre la presentazione della prima dichiarazione Iva OSS/IOSS relativa al terzo trimestre del 2021 ed effettuato il conseguente versamento dell’IVA dovuta.

Repetita iuvant, l'Agenzia delle Entrate ha precisato che "la data di scadenza della dichiarazione IVA OSS è confermata anche se coincide con il fine settimana o in un giorno festivo".

Il modello di Dichiarazione, disponibile in modalità web, è redatto in conformità all’Allegato III del Regolamento di esecuzione (UE) 2020/194 del 12 febbraio 2020.

La Dichiarazione, molto semplice ed intuitiva, deve però contenere l’indicazione:

  • del numero identificativo Iva;
  • del periodo di riferimento;
  • della valuta utilizzata;
  • delle operazioni effettuate, suddivise per ciascuno Stato Membro di Consumo.

Nell’ambito delle operazioni effettuate in ciascuno Stato Membro di Consumo, l’indicazione deve essere differenziata in ragione dell’aliquota applicata (id: ordinaria o ridotta).

Per approfondire

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/06/15/21G0

Ad maiora

IL PRESIDENTE
Edmondo Duraccio


 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/FT

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