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N° 196/2021 del 29/11/2021

L’INL fornisce chiarimenti in merito all’applicazione dell’istituto della sospensione dell’attività imprenditoriale, alla luce delle novità introdotte dal d.l. n. 146/2021.

 

Con la circolare n. 3 del 9 novembre 2021, l’INL ha fornito alcune precisazioni in ordine all’istituto della sospensione dell’attività imprenditoriale, a seguito di accesso ispettivo.
Con il D.L. n. 146 del 21 ottobre 2021 è stato novellato l’art. 14 del D. Lgs. n. 81/2008, apportando importanti modifiche all’istituto della sospensione dell’attività imprenditoriale.
Pertanto, si sono resi necessari alcuni chiarimenti.  Il nuovo art. 14 ha previsto che, al fine di far cessare il pericolo per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, il personale ispettivo possa giungere all’emissione del provvedimento di sospensione.
In primis, l’ispettorato sottolinea la mancanza di discrezionalità nell’adozione del provvedimento di sospensione. Infatti, dal testo normativo si evince che, laddove ne ricorrano le condizioni, il personale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ma anche il personale dei servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali nell'ambito di accertamenti in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, devono adottare il provvedimento di sospensione.
Per quanto riguarda l’adozione del provvedimento, la prima condizione per l’applicazione dello stesso ricorre in presenza di personale occupato irregolarmente, cioè senza la preventiva comunicazione obbligatoria.
Sul punto è intervenuta un’importante novità, giacché la nuova disciplina riduce dal 20% al 10% la percentuale di lavoratori irregolari necessaria per poter emettere il provvedimento di sospensione.
Il calcolo andrà effettuato sul numero dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro al momento dell’accesso ispettivo, includendo tutti i lavoratori come da definizione contenuta nell’art. 2 del D. Lgs. n. 81/2008, saranno pertanto compresi in esso sia i collaboratori familiari, che i soci lavoratori cui non spetti l’amministrazione o gestione della società.
L’Ispettorato specifica comunque che non potranno essere considerati lavoratori irregolari e di conseguenza non si potrà emettere il provvedimento di sospensione in tutti i casi in cui per gli stessi non sia previsto l’obbligo di comunicazione di avvio del rapporto di lavoro, come nel caso dei coadiuvanti familiari o dei soci, per i quali è prevista la sola comunicazione all’INAIL ex art. 23 del D.P.R. n. 1124/1965.
Non sarà, altresì, applicabile un provvedimento di sospensione nel caso in cui il lavoratore irregolare sia anche l’unico occupato dell’impresa.
Il provvedimento di sospensione sarà, invece, applicato in tutti i casi in cui venga accertata la violazione, indipendentemente da un’eventuale reiterazione delle stessa, delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ed in particolare per:

  • mancata elaborazione del DVR;
  • mancata elaborazione del Piano di emergenza ed evacuazione;
  • mancata formazione ed addestramento dei lavoratori;
  • mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile;
  • mancata elaborazione del POS;
  • mancata fornitura del dispositivo di protezione individuale contro le cadute dall’alto;
  • mancanza di protezioni verso il vuoto;
  • mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terreno; 
  • lavori in prossimità di linee elettriche in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi;
  • presenza di conduttori nudi in tensione in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi;
  • mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore Differenziale);
  • omessa vigilanza in ordine alla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo.

Il documento di prassi precisa che il provvedimento di sospensione, come d’altronde già in passato, è adottato solo in relazione alla parte di attività imprenditoriale interessata dalle violazione e pertanto, con particolare riferimento al settore edile, la sospensione riguarderà il solo cantiere nel quale siano state riscontrate le violazioni, oppure alternativamente lo stesso art. 14 prevede che l’adozione del provvedimento di sospensione possa essere limitata all’attività lavorativa prestata dai lavoratori interessati dalle violazioni relative alla formazione e addestramento, nonché alla fornitura di DPI contro le cadute dall’alto. Solo in questi casi sarà possibile limitare la sospensione alla posizione del singolo lavoratore, con obbligo però per il datore di lavoro di corrispondere comunque la retribuzione e di versare la relativa contribuzione, trattandosi di causa di sospensione della prestazione lavorativa non imputabile al lavoratore.
La circolare indica come necessario, ai fini della revoca del provvedimento di sospensione, che il datore di lavoro regolarizzi i lavoratori, anche sotto il profilo degli adempimenti in materia di salute e sicurezza.
Sarà quindi necessario sotto questo punto di vista che il datore di lavoro si adoperi  per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria  con l’effettuazione della visita medica, potendosi ritenere sufficiente comunque la prenotazione della stessa, purché i lavoratori interessati non siano adibiti a mansioni per le quali sia necessario il relativo giudizio di idoneità; per quanto riguarda gli obblighi di formazione ed informazione, invece, si ritiene sufficiente che l’attività sia stata programmata in modo tale da concludersi entro il termine di 60 giorni e che l’obbligo formativo sia provato da documentazione sottoscritta dal lavoratore.
Infine, per ottenere la revoca della sospensione, il datore di lavoro dovrà provvedere al pagamento di una somma aggiuntiva pari ad euro 2.500,00 euro per le ipotesi di lavoratori irregolari fino a 5 ed a 5.000,00 euro nelle ipotesi in cui i lavoratori irregolari siano più di 5. Mentre per quanto riguarda le violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro la somma da versare varia da 2.500,00 a 3.000,00 euro, a seconda della violazione riscontrata.  Se le violazioni riscontrate saranno molteplici l’importo utile alla revoca sarà dato dalla somma di quanto indicato nella circolare all’Allegato I e/o di quanto indicato dalla normativa in relazione all’impiego di lavoratori irregolari.
Con riferimento alla revoca della sospensione dell’attività imprenditoriale resta salva la possibilità per il datore di lavoro di ottenere la revoca del provvedimento mediante il pagamento di una percentuale della somma aggiuntiva ridotta al 20%, mentre la restante parte verrà versata con una maggiorazione del 5%, entro 6 mesi dalla data di presentazione dell’istanza.
La circolare in oggetto, infine, tratta la questione del ricorso avverso i provvedimenti di sospensione, sottolineando la facoltà del datore di lavoro di proporre ricorso amministrativo dinanzi all’Ispettorato interregionale del lavoro territorialmente competente entro 30 giorni dalla sua adozione, ma limitatamente alla sospensione per l’impiego di lavoratori irregolari.

Ad maiora

IL PRESIDENTE
Edmondo Duraccio

 (*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/MS

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