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N° 90/2022 del 13/05/2022

I compensi erogati nell’esercizio diretto dell’attività sportiva dilettantistica non comprendono, ai fini del regime di favore ex art. 69 del Tuir, quelli relativi al personale addetto alla custodia ed alla pulizia.

L'Agenzia delle Entrate con la risposta ad Interpello n°189 del 12 aprile 2022, ha evidenziato che i compensi corrisposti da ASD ad addetti a mansioni di custodia e pulizia della struttura sportiva non rientrano tra quelli che generano per i percipienti redditi diversi ai sensi dell'art. 67, comma 1, lettera m), del TUIR e pertanto non possono beneficiare del particolare regime di esenzione ai sensi dell'art. 69, comma 2.

Nell'istanza de qua, una Associazione Sportiva Dilettantistica, riconosciuta dal CONI e affiliata a una Federazione sportiva, che eroga compensi "dilettantistici" a una pluralità di soggetti tra cui atleti, allenatori, massaggiatori, istruttori, dirigenti e amministratori, ha chiesto se le figure che esercitano mansioni di custodia e pulizia presso il palazzetto dello sport gestito dalla stessa ASD, possano essere inquadrate tra quelle che svolgono esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche e se, pertanto, le somme erogate nei loro riguardi rientrino tra quelle che generano per i percipienti redditi diversi ai sensi dell'art. 67, comma 1, lettera m), del TUIR, con la conseguente applicazione della particolare esenzione fiscale prevista dal successivo art. 69, comma 2.

I Tecnici dell'Agenzia delle Entrate, con la risposta in commento, hanno preliminarmente ribadito che tra i redditi diversi, la lettera m) del comma 1, dell'art. 67 del Tuir sono ricompresi i compensi "erogati nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalla società Sport e salute Spa, dalle Federazioni sportive nazionali, ………….. e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto". Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche.

Trattandosi di redditi diversi, le prestazioni in parola devono essere effettuate senza vincolo di subordinazione tra società/associazione e collaboratore nonché essere prive del carattere di professionalità, caratteristiche che le farebbero ricondurre, rispettivamente, al rapporto di lavoro dipendente ed all'esercizio di arti e professioni esclusi, per espressa previsione normativa, dall'applicazione del medesimo articolo 67.

A tali compensi si applica il regime agevolato di cui all'art. 69, comma 2, del TUIR, ai sensi del quale i predetti compensi non concorrono a formare il reddito per un importo non superiore complessivamente nel periodo d'imposta a 10.000 euro.

In applicazione delle predette disposizioni, sui redditi fino a 10.000 euro, gli sportivi dilettanti non sono tenuti a pagare l'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e non hanno l'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.

Sui redditi superiori a 10.000 euro e fino a 30.658,28 euro viene applicata una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta pari al 23 per cento, maggiorata delle imposte addizionali regionali e comunali, ai sensi dell'art. 25, comma 1, L. n°133/1999. Anche per tali importi non sussiste l'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.

Sulle somme che eccedono la soglia di 30.658,28 euro è applicata una ritenuta alla fonte a titolo di acconto del 23 per cento (che corrisponde all'aliquota fissata per il primo scaglione IRPEF), a cui si aggiungono le imposte addizionali regionali e comunali.

Come già chiarito dalla Circolare AdE n°34/E del 26 marzo 2001,  la particolare disposizione è riferita a tutti quei soggetti le cui prestazioni sono funzionali alla manifestazione sportiva dilettantistica, determinandone, in sostanza, la concreta realizzazione (atleti dilettanti, allenatori, giudici di gara, commissari speciali che durante le gare o manifestazioni, aventi natura dilettantistica, devono visionare o giudicare l'operato degli arbitri) ivi compresi coloro che nell'ambito e per effetto delle funzioni di rappresentanza dell'associazione (figure dirigenziali) di norma presenziano all'evento sportivo consentendone, di fatto, il regolare svolgimento.

A tali figure, come evidenziato dalla successiva Circolare AdE n°38/E del 17 maggio 2010  – che ha esplicitato il contenuto dell'art. 35, comma 5 del D.L. 30 dicembre 2008, n°207, convertito in Legge n°14/2009 – sono stati aggiunti i soggetti che svolgono le attività di formazione, didattica, preparazione e assistenza all'attività sportiva dilettantistica, ossia di soggetti che non svolgono un'attività durante la manifestazione, ma rendono le prestazioni indicate a prescindere dalla realizzazione di una manifestazione sportiva.

Sul tema delle condizioni che consentono l'applicazione del regime agevolativo, con particolare riferimento alle figure che svolgono esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche è intervenuto l'Ispettorato nazionale del lavoro con Circolare, prot. 1/2016 nella quale sono state riassunte le seguenti condizioni:

– che l'associazione/società sportiva dilettantistica sia regolarmente riconosciuta dal CONI attraverso l'iscrizione nel registro delle società sportive;

–  che il soggetto percettore svolga mansioni rientranti, sulla base dei regolamenti e delle indicazioni fornite dalle singole federazioni, tra quelle necessarie per lo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche, così come regolamentate dalle singole federazioni.

Con riguardo al caso di specie, hanno concluso i tecnici dell'Amministrazione Finanziaria, relativo alla qualificazione dei compensi da corrispondere ai custodi, agli addetti al giardino del palazzetto e agli addetti alle pulizie, va osservato che le prestazioni descritte non sembrano strettamente connesse e necessarie allo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche dell'ASD, apparendo piuttosto collegate all'assunzione di un obbligo personale diverso da quello derivante dal vincolo associativo; pertanto, i compensi corrisposti ai custodi, agli addetti al giardino del palazzetto e agli addetti alle pulizie non sono riconducibili alla previsione normativa di cui all'art. 67, comma 1, lettera m), del TUIR.

Ad maiora

IL PRESIDENTE
Edmondo Duraccio

 

(*) Rubrica riservata agli iscritti nell’Albo dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Napoli. E’ fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati agli Autori

ED/PDN

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